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sabato 16 luglio 2022

Crisi di Governo: Movimento 5 Stelle, così diversi da diventare come loro

 

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte, Leader del Movimento 5 Stelle

Movimento Cinque Stelle, la rottura

È ormai noto che il Movimento Cinque Stelle ha deciso di rompere gli indugi e creare una spaccatura enorme all'interno della maggioranza, generando, de facto, una crisi di governo, con conseguente rischio di caduta dell'esecutivo.

In questo mio breve post, cerco di spiegare in modo semplice cause ed effetti di questa audace mossa del Movimento, o per meglio dire, di Giuseppe Conte, che, con il vento contrario di una parte del partito grillino (o di quel che ne rimane) ha deciso di percorrere questa strada.

Giuseppe Conte, perché questa scelta?

Chi non mastica il politichese fatica a comprendere le motivazioni che hanno portato il Movimento Cinque Stelle verso la mossa estrema, ovvero la sfiducia al governo (tecnicamente non si è trattato di una vera e propria sfiducia, ma di fatto si, ve ne parlerò nel resto del post). E bene, tutto nasce dalla separazione del numero due del partito (perché chiamarlo Movimento, ormai da qualche anno a questa parte non sarebbe veritiero) Luigi di Maio che ha portato via con se una sessantina tra deputati e senatori (anche qualcosa in più) cedendo la maggioranza relativa in parlamento alla Lega. Questo ovviamente ha notevolmente indebolito la forza politica dei pentastellati, generando all'interno del Governo uno squilibrio. Può una forza di governo decapitata e non più maggioritaria essere ancora preponderante all'interno della maggioranza? ovviamente no, e Giuseppe Conte lo sa. Pertanto aveva due opzioni:

- Tirare i remi in barca e diminuire la forza politica del Movimento all'interno del governo, rinunciando a dei cavalli di battaglia del suo partito (vedi salario minimo, indebolimento del reddito di cittadinanza, no al termovalorizzatore di Roma);

- Sfilarsi dalla maggioranza di governo ed aprire una crisi di governo ponendo un ultimo disperato ultimatum, della serie...se proprio devo affondare vi trascino tutti con me.

E bene, dalle cronache politiche degli ultimi giorni avrete compreso di come "Giuseppi" abbia optato per la seconda, seppur non in modo palese. Perché di fatto il Movimento non ha votato la sfiducia al governo, ma si è astenuto dalla fiducia ad un decreto, abbassando il quorum per l'approvazione e facendolo comunque approvare. Una chiara mossa da "cavallo di Troia" che, assimilandola ad un meme comprensibile anche alla generazione Z sarebbe... "fai cadere il governo senza dire che stai facendo cadere il governo".

Una mossa questa, da ognuno giudicabile lecita o non, saggia o meno. Ma che pone al Movimento un importante chance per racimolare ancora qualche voto, in vista delle possibili nuove elezioni. Un Movimento all'opposizione nel caso di un Draghi bis con una nuova maggioranza, potrebbe infatti ridare ai pentastellati un briciolo di consenso in più (portandoli sondaggi alla mano, poco al di sotto del 15%, presero quasi il 40% alle ultime politiche)

M5S: Tanto diversi da diventare come loro

Ed ecco quindi perché Giuseppe Conte ed il Movimento non sono poi così diversi dagli altri partiti. Non c'è nessuna differenza tra Matteo Salvini che fece cadere il "Conte 1" cercando di tornare al voto e raccogliere il massimo consenso ottenuto dalla Lega alle Europee (senza riuscirci). E non c'è nessuna differenza nemmeno tra Conte e l'altro Matteo (Renzi) nella caduta del "Conte 2". Son semplici giochi di potere, che il Movimento per carità è legittimato a fare, ma che non si dica più che lo stesso non sia un partito, perché ormai non ci crede più nessuno.

Crisi di Governo, cosa succede ora?


Ci sono tre possibile alternative, alcune delle quali potrebbero anche concatenarsi:

- Draghi prova a costruire una nuova maggioranza senza il Movimento, con parte dello stesso che confluisce nel governo, mozzando ulteriormente la forza politica dei pentastellati.

- Gran parte del Movimento si ribella alla mossa di Conte (sempre più parlamentari stanno facendo dichiarazioni in tal senso) mettendo di fatto il leader con le spalle al muro, costringendolo a farsi da parte;

- Il governo cade, con Lega e/o Forza Italia che colgono la palla al balzo e sfiduciano anch'essi il governo, portando il paese a nuove elezioni.

Medvedev
Il post di Medvedev



Quest'ultimo uno scenario plausibile, ma che di fatto bloccherebbe i fondi del PNRR e rallenterebbe ogni misura per arginare inflazione, crisi energetica e politica internazionale. (vedi il post di Medvedev, ex primo ministro russo e attuale braccio destro di Putin, che sberleffa l'occidente che elimina i suoi leader stendendo un tappeto rosso alla Russia).

Negli ultimi giorni, stanno giungendo appelli sul fronte nazionale ed internazionale, che la rinuncia a Mario Draghi sarebbe un danno enorme per l'Italia, con la perdita di fondi e credibilità da parte del nostro paese. A mio avviso Draghi resterà, con o senza Movimento si vedrà, ma resterà fino a fine legislatura. E poi chissà...

mercoledì 23 marzo 2022

Comunicazione| L' abile Zelensky

Zelensky
Volodymyr Zelensky (AdnKronos)

Zelensky il comunicatore


Sorvolando volutamente le abilità attoriali e politiche del Presidente ucraino, voglio dedicare questo post alle abilità comunicative dell'attuale leader del governo dell'ex Repubblica sovietica.

Zelensky ha infatti tutte quelle abilità che un bravo comunicatore dovrebbe avere:

- Eloquenza e linguaggio alto ma non forbito (e politichese) ;
- Adattare parole e sintassi in base a contesto e pubblico. 
- L' utilizzo di frasi e similitudini che colpiscono il suo interlocutore.

I discorsi ai parlamenti stranieri


Il Presidente "guerriero" insomma si, è un bravo comunicatore, più che bravo oserei dire. 
Basti solo far riferimento ai suoi ormai molteplici discorsi rivolti ai parlamentari di numerose potenze mondiali (USA, Israele, Regno Unito, Germania, Italia). Se per gli States l'attuale situazione ucraina l'ha paragonata all'11 settembre, nel discorso fatto alla Knesset israeliana ha equiparato il tutto alla persecuzione nazista degli ebrei, parlando di "genocidio ucraino". Certo, generando non poche polemiche in Israele, ma comunque colpendo nel segno l'opinione pubblica di uno dei maggiori alleati economici della Russia di Putin.
In Italia il tono è stato assai minore, con una similitudine tra le città di Mariupol e di Genova, entrambi porti strategici dei rispettivi paesi. 

Qualcuno parla di pura retorica. Beh forse..., ma quanti politici avete ascoltato che hanno colto nel segno come Zelensky? Pochi.

Basta fare un paragone con l'attuale presidente americano Joe Biden, il quale, a livello comunicativo sta sbagliando tutto il possibile ed immaginabile, almeno a mio avviso. Dove oltre a provocare il Presidente russo Putin gettando benzina sul fuoco, non ha fatto molto altro...

Mi esimerò dall'esprimere giudizi politici, almeno in questo articolo. Magari, appena sarà tutto più chiaro sarà mia premura dirvi la mia su quanto sta accadendo. 

sabato 6 febbraio 2021

GOVERNO DRAGHI | UNA SCONFITTA O UN'OPPORTUNITÀ?

 

Mario Draghi, Presidente del consiglio incaricato(Foto:Fabrizio Corradetti, ZOOMPRESS)

Ormai da più di una settimana, la caduta del governo Conte (bis), ha innescato i meccanismi democratici volti alla ricerca di un nuovo assetto governativo capace di mandare avanti il paese. Scongiurando ad ogni costo un ritorno al voto che avrebbe rallentato la macchina governativa relativa agli urgenti impegni da portare avanti (vedi gestione della pandemia e fondi europei), il Presidente della Repubblica Mattarella ha così optato per affidare l'incarico all'ex dirigente della banca centrale europea, Mario Draghi. Una figura senz'altro illustre, preparata ed autorevole capace di guidare il paese in un momento delicato come quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte.

Ma si tratta di una sconfitta per la politica italiana o di un opportunità per il paese?

In parole povere si tratta di un'opportunità per tutti. In primis per i partiti politici che, usciti frammentati e divisi dall'ultimo governo Conte, si ritrovano ora nuovamente insieme, guidati da un leader (non politico) perfettamente conscio delle ricette di cui il nostro paese ha bisogno:

- Riforme capaci di diminuire la burocrazia che impedisce il corretto utilizzo dei fondi europei;

- Una gestione del piano vaccinale condivisa con tutta l'Europa;

- Un utilizzo dei fondi provenienti dal Recovery Fund mirato, controllato e rendicontato su ogni euro speso;

- La gestione del progetto europeo per i giovani, "New generation you".

In secundis è un'opportunità per tutto il paese, e quindi anche per i suoi cittadini. Da notare come tutti i più recenti sondaggi, nonostante l'apprezzamento per la gestione di Conte, superino il 50% dei consensi sull'ipotesi della nascita di un governo a guida Draghi, ipotesi ormai sempre più concreta. E non da meno (che piaccia o no) l'ex governatore della BCE è una personalità che gode della più totale ed incondizionata fiducia dell'Europa, che volente o nolente determina le scelte economiche anche del nostro paese.

Terzo, è un occasione anche per i partiti di rilanciare le loro proposte in seno alle forze di maggioranza. L'occasione di avere alla guida del paese una persona lungimirante e capace di cogliere, ascoltare e riunire gran parte delle forze politiche presenti in Italia, è un'opportunità per tutti i partiti di fare la storia. Ed infatti, nelle ultime ore, anche quei partiti più scettici ed ottusi alla corrente politica europeista si stanno ricredendo (vedi Lega)

Stiamo parlando davvero di un occasione storica, alla pari del compromesso storico tra la Democrazia Cristiana ed il PCI o, se vogliamo andare ancora più indietro, al dialogo tra De Gasperi e Togliatti nell'immediato dopoguerra. Ed i partiti (ed i politici che ne detengono le redini) non sono affatto sciocchi. Chi di loro non vuole essere protagonista di un'alleanza storica volta alla rinascita di un paese?Ve lo dico io, nessuno. O quasi...

mercoledì 20 gennaio 2021

GOVERNO CONTE: LA FIDUCIA C'È, MA...

 

Un frame dell'emiciclo del Senato, a palazzo Madama (web)

E' caduto il governo Conte? è questa la fatidica domanda che molti italiani si stanno ponendo, all'indomani del voto di fiducia al Senato. Voto che ha visto la maggioranza raggiungere quota 156 voti a favore contro i 140 invece sfavorevoli, 16 gli astenuti (praticamente tutti i senatori aderenti ad Italia Viva, il partito che fa capo a Matteo Renzi).

Cosa significano questi numeri? come vanno interpretati? Beh, non è semplice leggerli, perché dietro ad ogni numero c'è un nome, un cognome ed un appartenenza politica ben precisa. Tra i 156 favorevoli che hanno votato la fiducia al governo ci sono infatti:

- 2 appartenenti all'opposizione (due senatori di Forza Italia, prontamente espulsi dal partito);

- 6 senatori a vita (tra cui si annoverano i nomi di Liliana Segre e Mario Monti)

Alcuni ex senatori del Movimento Cinque Stelle, tra cui troviamo Gregorio De Falco (alias "Salga a bordo caxxo!) e Lello Ciampolillo. Due figure molto diverse tra loro, ma che fino a poco tempo fa, aderivano alla stesso credo politico, quello del Movimento di Grillo per l'appunto. Oggi sono senatori fuoriusciti, e, per ragioni differenti, hanno entrambi votato favorevolmente al governo Conte.

Il senatore Ciampolillo tra l'altro è balzato agli onori della cronaca per alcune sue dichiarazioni, quali ad esempio quella di curare la Xylella con il sapone (relativamente al problema degli ulivi malati in Salento), non che, non ha certo nascosto la sua ambizione a diventare Ministro dell'Agricoltura (posto lasciato vacante dalla renziana Bellanova), insomma, un personaggio piuttosto eclettico.

Lello Ciampolillo, senatore della Repubblica Italiana 
appartenente al gruppo misto, ex del M5S


Il problema principale è però un altro. Come e quando Conte potrà consolidare questi numeri? difficile dirlo. Nelle prossime settimane certamente il premier tenterà svariate strade per impedire al suo governo (il secondo) di cadere. Ma il percorso non è assolutamente semplice, per svariate ragioni:

1) Basterà che i senatori di Italia Viva (che in tutto sono 18) votino contrariamente in una delle prossime votazioni, per far andare il governo in parità o addirittura in minoranza, e quindi, di fatto, far bocciare un determinato provvedimento. Ciò significherà che il governo non avrebbe più la maggioranza al Senato e sarà quindi impossibilitato a governare, a meno che non trovi altri 18 o più voti che vadano a colmare il vuoto fiduciario lasciato dal partito di Renzi. Questo però vorrebbe dire dire sfondare quota 170 voti a favore, ipotesi che al momento sembra piuttosto utopica;

2) Come far convivere una maggioranza variegata e poco omogenea, composta da membri dell'attuale coalizione di governo, senatori a vita, ex pentastellati e ribelli dell'opposizione?;

3) I senatori che ieri hanno votato la fiducia al governo, continueranno a votare a suo favore anche nel prossimo futuro? Pensiamo ancora una volta ai senatori a vita o ai due di Forza Italia (ormai ex);

4) Ma governare, non vuol dire solo avere i numeri in parlamento, ma anche far quadrare e funzionare le varie commissioni. Quest'ultime hanno il compito di proporre, discutere, scrivere e portare poi in parlamento quanto da loro approvato. Ci sono varie commissioni: quella sulla giustizia, quella per la riforma elettorale, etc....

Se, con la fuoriuscita di Italia Viva del governo, non ci sarà nessuno che rimpiazzerà loro all'interno delle commissioni, come sarà possibile procedere con i lavori parlamentari?

Insomma, di fatto, il voto di ieri, è stato solo un prolungamento della crisi, volto a mettere il tutto in una sorta di stand-by, alla ricerca di nuovi "volontari" disposti a sostenere il governo mediante trattative sottobanco, accordi o un nuovo programma destinato ad un governo di scopo, che duri sino al termine della legislatura.

Questo vuol dire compromesso, rinunce, ridimensionamenti e politiche destinate a dover accontentare una fetta più ampia di quella attualmente al governo (composta ora solo dal Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle) e che è quindi alla ricerca di un nuovo gruppo che sostenga la maggioranza. Si parla del partito di Clemente Mastella, con il quale le trattative proseguono, si parla dei socialisti di Nencini (che ieri, un pò a sorpresa, ha votato favorevolmente), si parla degli appartenenti al gruppo misto (i fuoriusciti dai vari partiti nei mesi precedenti). Ma è lecito per un governo restare aggrappati ad ogni voto e dover dar conto ai "capricci" di ogni singolo pur di estorcere loro un "Sì"? La risposta sembra piuttosto ovvia, e nei prossimi giorni scopriremo in quale direzione Conte e soci vorranno dirigersi, se verso un tentativo di mediazione con nuove forze politiche oppure se abdicare, e andare quindi a nuove elezioni, come il centrodestra decanta ormai da tempo immemore.

sabato 9 gennaio 2021

POLITICA: LA DESTRA ITALIANA A CHE PUNTO È?

Riprendendo le parole di Guido Crosetto, mi sono voluto porre un quesito. A che punto è la destra italiana?

In molti direbbero che è florida, vivace e più viva che mai. Nonostante sia all'opposizione infatti, i sondaggi la danno come maggioranza del paese (se unita, FI+FDI+LEGA). Tuttavia mi domando quanto delle forze populiste possano imporre una vera e propria corrente politica a medio-lungo raggio. In parole povere, per intenderci, quando e per quanto questa sarà davvero capace di governare? e soprattutto con quali risvolti futuri?

Donald Trump

Da che mondo e mondo il populismo ha caratterizzato gli ultimi cinque anni della politica mondiale, con Trump negli Usa prima, Bolsonaro in Brasile poi, e aggiungerei anche Duterte nelle Fillippine, realtà lontana dal mondo occidentale, ma forse ancor più cruenta e antidemocratica rispetto a quelle a noi più note. Tale onda ha inevitabilmente influito anche sulle politiche europee, che, tuttavia, sono riuscite ad arginare l'onda populista ed impedire ch'essa salisse al potere. Orban è un caso a parte, la realtà ungherese è infatti a se stante, in quanto da forza conservatrice essa si è trasformata via via in maniera sempre più estrema, sino a sfociare in un vero e proprio movimento di estrema destra ed al limite del dispotismo (limite probabilmente superato già da qualche tempo), e quindi non salita al potere durante quest'ultima fase.

Ma venendo alla realtà italiana, torniamo quindi al quesito iniziale: a che punto è la destra italiana?

A mio modesto avviso è in una sorta di bolla temporanea, avvolta dal proprio dissenso senza e senza ma verso qualsiasi cosa che dica o faccia chi la pensa diversamente. Una bolla che assorbe ogni dissenso popolare (e relativi voti), alla ricerca del momento giusto per raccogliere quanto seminato. Una semina tuttavia costellata da grano marcio, piselli secchi, pomodori più o meno marci e qualsivoglia immaginare raccolto di infima qualità. Quantità (voti) che potrebbero rivelarsi massicce, ma quanto davvero utili?

Tale mia "metafora agricola" è volta a farvi comprendere la mia attuale visione della destra italiana, che degli ideali della destra moderata e conservatrice, quella capace di durare, d'imporre ideali e politiche realmente applicabili, ha in realtà poco o nulla, e che è destinata a sgonfiarsi non appena metterà piede nelle stanze dei bottoni, quando non sarà altro che in grado di fornire al popolo dei rancidi pomodori marci.

Immagini dell'assalto a Capitol Hill(web)


Quanto accaduto negli Usa, come dice bene Crosetto, non favorisce certo i populisti nel mondo, in quando l'assalto a Capitol Hill ha mostrato al mondo di cosa le forze populiste possono esser capaci, ovvero soverchiare gli ideali democratici che hanno caratterizzato la pace e la pacifica convivenza dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, anche in luce del fatto che ciò sia avvenuto nella culla della civiltà democratica, gli Stati Uniti d'America.


Immagini della marcia fascista su Roma del 1922 (web)

Un ritorno al passato è qualcosa che spaventa qualsiasi essere umano, un qualcosa che scuote l'animo di chiunque, un animo inevitabilmente terrorizzato dalla paura che qualcosa di simile, con i populisti al potere, possa accadere anche nella loro realtà, sino a sfociare in un potenziale nuovo conflitto mondiale, alimentato da ribellioni e sommosse spinte da ideali estremisti fomentati da leader forti e carismatici, che, cavalcando l'onda populista sono riusciti ad aizzare intere folle contro la democrazia e a conquistare il potere con la forza.

venerdì 8 gennaio 2021

USA: TRUMP IN TROUBLE

 

Donald Trump, Presidente uscente degli Stati Uniti d'Americano(Foto:Web)

I nostri occhi la scorsa notte sono stati tutti puntati a Capitol Hill, Washington DC, Usa. Lì dove il consiglio degli Stati Uniti d'America in seduta plenaria era riunito per certificare l'elezione di Joe Biden in qualità di nuovo presidente USA. Ma qualcosa, o meglio qualcuno, ha impedito che la democrazia americana, faro della civiltà democratica mondiale, venisse liberamente messa in atto.

Il nome da fare è uno solo, Donald Trump. Seppur non materialmente, è a lui solo che va attribuita la responsabilità dell'assalto al Campidoglio compiuto ieri dai suoi seguaci, volto ad impedire la ratifica del voto LIBERO E PULITO espresso dal popolo americano lo scorso novembre, ma che Trump ed i suoi più accaniti sostenitori non hanno mai accettato.

Jake Angeli, italo-americano, uno dei "capi" della rivolta

Ma chi sono coloro che erano lì presenti? armati fino al collo e con vestiti sgargianti, eccentrici e spesso al limite del ridicolo? Si tratta di suprematisti, membri dell'estrema destra, sudisti, complottisti. Gente spesso senza scrupoli e pronta con qualsiasi mezzo a raggiungere il proprio scopo. Ed è proprio su questo tipo di individui che Donald Trump ha trovato il suo terreno più fertile per condurre ad una vera e propria rivolta.

Si tratta di gente che crede ancora che bianchi e neri debbano avere diritti diversi o viaggiare su autobus differenti. Si tratta di gente che vive ancora nel 1800, quando negli stati del sud degli stati uniti i neri non erano altro che muli da soma utilizzabili unicamente come schiavi, e le donne di colore usate come giocattoli da divertimento. Si tratta di gente che crede che la terra sia piatta, che il cambiamento climatico sia un invenzione di una ragazzina svedese o che il coronavirus sia tutta un fandonia.

Ma attenzione! Costoro non vanno confusi con chi ha sostenuto elettoralmente Donald Trump, tanto quattro anni fa quando vinse, quanto lo scorso novembre. Scelta legittima, democratica e per certi versi anche giustificabile dai successi economici messi in campo dall'amministrazione Trump.
Il problema sorge quando lo stesso "tycoon", ben consapevole delle frange estreme presenti all'interno del suo elettorato, le utilizza per proprio tornaconto, sfruttando tutta la loro ignoranza per soverchiare la democrazia americana, tanto antica quanto preziosa per il mondo intero, decantata da Tocqueville duecento anni fa.

Ora però Trump è in trouble (Trump è in trappola), al capolinea! Almeno per quanto concerne le sue speranze (già flebili sin dal giorno seguente le elezioni) di restare alla casa bianca. Difficile dire tuttavia se sarà messo definitivamente fuori dalla scena politica americana. Certamente, dopo ciò che è accaduto a Capitol Hill la scorsa notte (italiana) costerà lui caro. L'impeachment* potrebbe essere infatti dietro l'angolo, ed i processi per i suoi reati fiscali ed ora anche sovversivi, da qui in avanti potrebbero segnare la sua vita fino alla fine dei suoi giorni.

(*) L'impeachment è un procedimento previsto dalla costituzione americana, volto a destituire un presidente per varie gravi motivazioni: negligenza nel lavoro, gravi reati, pericolo per la nazione, etc...

mercoledì 6 gennaio 2021

IO MATTEO, PROFESSIONE: DISTRUTTORE DI GOVERNI

 

Matteo Renzi, senatore della Repubblica Italiana (Ansa)

Abbiamo ormai imparato a conoscerlo in questi anni. Il "giovane" Matteo Renzi è nuovamente tornato alla ribalta con la sua specialità: far cadere i governi.
Che siano suoi o di altri poco importa, ormai la sua professione principale è diventata una sola, mandare a casa il Presidente del Consiglio e relativa legislatura.

Agli albori, in molti credettero nel così chiamato "rottamatore". Colui che avrebbe dovuto spazzar via dalla politica le vecchie volpi, e lasciar spazio a giovani menti riformatrici e ad una politica nuova e fresca.
Ma, come accade spesso nella politica italiana, ogni speranza è destinata ad infrangersi contro false promesse, supercazzole e roboanti prospettive. Il tutto attraverso una dialettica sagace e persuasiva, capace di ammaliare milioni di italiani, anche quelli più svegli e ferrati in materia. Ci siamo cascati in molti, inutile negarlo. Eppure oggi, Matteo Renzi, colui che avrebbe dovuto trascinarci verso una nuova era politica, si è trasformato nella marionetta di se stesso.

Un essere ormai accecato dal proprio ego e dalla sua mitomania, convinta di poter decidere le sorti di un intero paese, anche mentre fuori dalle mura del parlamento, imperversa una pandemia mondiale che sta mietendo vittime, tristezza e sta portando verso la disperazione milioni di persone in tutto il pianeta. Ma lui prosegue imperterrito e senza remore verso la disfatta dell'esecutivo. Per quale fine? per quale scopo?

Difficile dirlo, politicamente è un personaggio ormai già logoro e che può vantare un consenso marginale, ma purtroppo ancora oggi decisivo per indirizzare nel bene o nel male le sorti di un intero governo. Una nuova legislatura lo riporterebbe in parlamento? non certo da solo. Il 3-5-7% (ad essere ottimisti) non garantirebbero lui nulla di più di quello che ha oggi, anzi avrebbe solo da perderci. 
E allora cosa? un reale interesse del paese? No, ci siamo già cascati a questo tranello. Ciò che resta è un'alleanza con le destre, quelle stesse destre che egli ebbe il coraggio di combattere anni fa (almeno apparentemente), ed a cui oggi fa invece da maggiordomo con sul palmo non un piatto d'argento, ma di platino! Un assist perfetto per riportarli al potere, probabilmente con lui al fianco. Unico baluardo credibile della sua perversa mitomania che sta portando il governo Conte verso un inevitabile capolinea.

Io Matteo, professione: distruttore di governi.

domenica 29 marzo 2020

L'UNIONE EUROPEA SI SVEGLI, O FINIRÀ!

Ursula Von der Leyen, Presidente della commissione europea

In questi giorni di piena emergenza per via della pandemia di Coronavirus si sta scrivendo la storia, anche in chiave Unione Europea, che ce ne si renda conto o meno il futuro dell'Europa per come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi si gioca in queste settimane e nei prossimi mesi.
Belle parole, sostegno morale e chiacchiere fanno piacere, ma servono azioni concrete, soldi, materiale sanitario ed UN PIANO ECONOMICO PER SOSTENERE QUEL CHE SARÀ. In piccola parte ciò è avvenuto attraverso il momentaneo stop del "Patto di stabilità" che bloccava la possibilità dei singoli paesi di poter spendere oltre una percentuale prestabilita rispetto al proprio debito pubblico, e paesi come Germania, Francia ed Austria hanno sostenuto in parte la fornitura di materiale sanitario necessario al nostro paese, altri no (vedi Repubblica Ceca che ha intascato 1 milione di mascherine destinate al nostro paese), i tedeschi stanno addirittura ospitando alcuni dei nostri malati nei loro ospedali, e ciò è sicuramente encomiabile.
 
Tuttavia i problemi stanno sorgendo sulla visione a lungo termine e cioè sul come fronteggiare nei prossimi mesi la crisi economica che si sta generando, ed è qui che l'Europa si mostra disunita, frantumata, disinteressata ai problemi dell'altro e scollegata dalla realtà, paesi come Austria, Germania e Paesi Bassi si dicono assolutamente contrari ad una condivisione collettiva del debito dei vari paesi in modo che chi è più ricco sostiene chi è più povero, in poche parole CONDIVISIONE.

Ciò che mi chiedo a questo punto è: A COSA SERVE L'EUROPA se non a condividere e sostenersi a vicenda? specialmente in un momento d'emergenza storica come questa? Se ognuno continua a pensare al proprio orticello l'Europa non andrà molto lontano e si sfalderà pezzo dopo pezzo, e le conseguenze potrebbero essere molto più gravi di quel che pensiamo, divisi non si va lontano, ma di fatto non lo siamo già?

sabato 28 marzo 2020

BLOG SCONGELATO


E bene si, ho deciso di scongelare il mio vecchio blog in cui non scrivevo più da parecchio tempo.
Chi mi ha seguito in passato sa che mi occupavo in modo particolare di politica, con qualche punta di sport ed attualità di tanto in tanto, beh voglio tornare a fare lo stesso, ma con una lettura meno giornalistica e più personale, della serie "io vi dico la mia, voi fatemi sapere che ne pensate".

E' chiaro che stiamo vivendo settimane particolari che stanno scrivendo la storia del nostro pianeta, apparentemente in negativo (malati, morti, quarantena), tuttavia vi sono anche dei risvolti positivi che voglio andarvi ad elencare, prendendo il tutto con le pinze ovviamente e considerando che i fattori negativi hanno l'assoluta priorità:

1- INQUINAMENTO

Questo periodo di quarantena, che va da una settimana a qualche mese che quasi tutti i paesi del mondo hanno approvato per scongiurare la diffusione del Coronavirus, ha portato ad una drastica riduzione dei livelli d'inquinamento nel pianeta, con conseguenti benefici sul buco dell'ozono e sui futuri cambiamenti climatici che ne derivano.
Certamente non basterà qualche settimana ed è purtroppo solo una misura accidentale, quando tutto questo sarà finito ricominceremo ad inquinare più di prima buttando tutto alle ortiche.

2- COESIONE SOCIALE

Molti di noi stanno imparando di quanto sia importante l'altro, che siano i propri familiari, gli amici, i parenti o persone sconosciute, anzi forse stiamo imparando (nel bene e nel male) a conoscere meglio chi ci circonda.
L'uomo non può vivere imprescindibilmente da solo, e questo periodo storico ce lo sta sbattendo in faccia a tutti quanti.

3- UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO

In parecchi dopo questo evento storico guarderanno il proprio mondo con occhi diversi, anche nelle piccole realtà di provincia di ogni giorno.
Quando prima nei weekend si restava a casa ora non si vedrà l'ora di uscire; quando prima la LIBERTÀ era un qualcosa di scontato, ora sarà una conquista giornaliera.

4- UNA NUOVA POLITICA?

Il punto interrogativo è voluto, perché sinceramente non sono così sicuro che questo cambierà, tuttavia dovrà farlo inevitabilmente se si vuole continuare con un mondo democratico e socialmente coeso.
Patto di stabilità, austerity, debito pubblico, dovranno essere tutte fattispecie che andranno radicalmente riconsiderate in luce del cambiamento globale al quale siamo infausti protagonisti.

Cari lettori, stiamo vivendo un periodo storico epocale, tipo l'epidemia di peste del '600 o il tempo delle grandi delle guerre mondiali, o ancora per tornar parecchio indietro la caduta del meteorite sulla terra nel giurassico; siamo davvero protagonisti di un evento che scriverà la storia del nostro pianeta, ed al quale speriamo tutti di poterlo raccontare domani, magari da persone migliori (magari...).

sabato 25 maggio 2019

[POLITICA] CHI VOTARE ALLE ELEZIONI EUROPEE?

elezioni europee
Fac simile della scheda elettorale
(Immagini:Avellino Today)

Dopo il mio articolo relativo al perché si vota e del perché è importante votare (articolo che potete rileggere cliccando QUI), oggi, ad un giorno dall'apertura delle urne voglio parlarvi dei principali partiti presenti a questa tornata elettorale, in modo, che per i più indecisi si possa far maggior chiarezza relativamente ai programmi, alle idee e alle proposte che ogni partito candidato s'impegna a portare avanti nel prossimo Parlamento Europeo.

Andiamo quindi ad analizzare molto brevemente il tutto, partito per partito:

PARTITO ANIMALISTA: Forse per la prima volta un partito 100% animalista si presenta ad una tornata elettorale, come dice il nome stesso è un partito costruito appositamente ed unicamente per difendere i diritti degli animali, attraverso la loro tutela, i principali obbiettivi sono la chiusura degli allevamenti intensivi, la salvaguardia della fauna nel loro ambiente naturale e leggi a tutela degli animali;

EUROPA VERDE: Si possono definire come gli ex "Verdi", partito che in Italia non ha mai sfondato come avrebbe dovuto, vanno invece forte in paesi come l'Olanda ed il Nord Europa in generale, si definiscono un partito volto all'ecologismo e alla salvaguardia dell'ambiente;

PARTITO DEMOCRATICO: Beh, sul Partito Democratico non c'è molto da dire, e la nuova direzione targata Zingaretti è ancora di difficile inquadratura, è un partito piuttosto eterogeneo che racchiude dentro se molteplici visioni che spesso e volentieri si scontrano, anche aspramente, riuscirà Zingaretti a riunirle e farle convergere verso un idea di centrosinistra unito e solidale?Per il momento si deve andare un pò sulla fiducia per appoggiarli.

FORZA ITALIA: Silvio Berlusconi non molla la presa, e non credo ci sia davvero bisogno di aggiungere molto altro sul partito proprietà privata del cavaliere, abbiamo avuto venti e più di anni di tempo per imparare a conoscerlo a pieno.

+ EUROPA: Un partito che sinceramente non ho ancora capito se si colloca più a destra o più a sinistra, forse per questo è il caso di ubicarlo al centro, ma con tendenze a sinistra, viste le loro posizioni in tema d'immigrazione e di diritti, a favore dell'integrazione e dell'uguaglianza.

FORZA NUOVA E CASAPOUND: Due partiti diversi sulla carta, uguali negli ideali, sulle ceneri del partito fascista nascono queste due forze politiche che si rifanno a quel "Fascismo sociale" tanto caro ai nostalgici del ventennio, in pratica la loro intenzione è di riprendere "le cose buone" fatte durante il periodo fascista, tralasciando quelle meno buone, l'unico problema è che raramente ci riescono a non ricascare in quei comportamenti violenti e suprematisti tipici di quegli anni.

LEGA - SALVINI PREMIER: E' senz'altro il partito più in auge al momento, e, sondaggi alla mano dovrebbe arrivare primo a questa tornata elettorale europea, cosa propongono? una politica immigratoria severa e in soldoni un ritorno al passato attraverso un ritorno al nazionalismo ed una disgregazione progressiva dell'unione europea, anti abortisti, anti parità dei sessi, per la famiglia tradizionale e per una politica economica volta a l'oggi e non al domani.

LA SINISTRA: Un partito che abbraccia diverse tematiche, dal femminismo all'ecologismo, dalla parità dei sessi ai diritti lgbt, dall'equità sociale ad un Europa riformata, lontana dalla politica bancaria e di pochi, per un'Europa dei popoli (ma uniti tutti insieme).

MOVIMENTO CINQUE STELLE: Alla pari del Partito Democratico, è ancor più difficile collocare il movimento grillino, ideali di destra, sinistra, centro?difficile dirlo, ogni giorno è un giorno nuovo per loro, di certo hanno dimostrato che sono per l'immobilismo più totale (niente grandi opere, niente grandi progetti, niente grosse riforme), possiamo quindi classificarli come un partito conservatore?forse si, almeno fino ad oggi, in comune con la Lega c'è una politica volta all'oggi piuttosto che al domani, volto più all'assistenzialismo e meno alla progettualità sul lungo termine.

FRATELLI D'ITALIA: Il partito della Meloni si colloca nell'estrema destra, un pò più della Lega ed un filino meno di Forza Nuova e Casapound, partito anti immigrazione, contrario all'aborto, per la totale abrogazione dei diritti lgbt, per la famiglia tradizionale e la supremazia dell'uomo sulla donna.


Vi sono poi altri partiti, che però non dovrebbero superare o comunque lottare per superare la soglia di sbarramento del 4%, come il Partito Comunista, il Partito Pirata, il Popolo della Famiglia, etc..., in genere collocati nelle estremità dei due poli (destra e sinistra).

Spero con questo breve articolo di aver chiarito qualche vostro dubbio, e che domani andrete a votare un pò più consapevolmente.

Se non sapete come votare, v'invito a rileggere ancora una volta la mia guida al voto redatta ieri, in cui potete trovare le istruzioni su come votare, non che l'elenco dei candidati per ogni partito (CLICCA QUI PER LEGGERLA).

V'invito a commentare questo post per dire la vostra, porre domande o semplicemente commentare, potete farlo anche attraverso la mia pagina Facebook.

venerdì 24 maggio 2019

[POLITICA] BREVE GUIDA ALLE ELEZIONI EUROPEE

elezioni europee
Elezioni Europee 2019
(Immagini: Termometropolitico)
Torno a scrivere sul blog dopo lungo tempo, e lo faccio per un buon motivo, le ELEZIONI EUROPEE 2019, ho notato in queste settimane un silenzio piuttosto assordante in merito, non che una disinformazione da parte dei cittadini in tal senso, pertanto con questo articolo vorrei spiegare in modo semplice ed intuitivo come funzionano, perchè andare a votare e quali partiti e candidati sono presenti a questa tornata elettorale.

COME FUNZIONANO LE ELEZIONI EUROPEE?

Beh in realtà è molto semplice, ogni paese membro esprime un determinato numero di parlamentari in base alla popolazione (l'Italia ne elegge 73 ad esempio), per un totale di 750 parlamentari più il Presidente, ogni partito all'interno della propria nazione aderisce ad un determinato gruppo parlamentare europeo (i più noti sono il PPE, Partito Popolare Europeo, prevalentemente formato dai partiti di centrodestra, il PSE, Partito Socialista Europeo, in genere rimpolpato dai partiti di centrosinistra), l'ALDE (Il gruppo dei liberal-democratici) e l'ECR (Gli euroscettici per intenderci), che sono, fino ad oggi i gruppi più numerosi, poi ve ne sono molti altri.

PERCHE' ANDARE A VOTARE?

Mai come stavolta le ELEZIONI EUROPEE sono importanti per il futuro dell'intero continente europeo, con l'avanzata del sovranismo e del nazionalismo infatti il sistema europeo è messo a serio rischio, e per sistema europeo s'intende la stabilità, la pace e tutto ciò che è stato costruito dal secondo dopoguerra in poi, l'Europa va cambiata?certamente, l'Europa delle banche, dell'economia imposta e dell'austerità va rivista? assolutamente! Ma non è certo distruggendola che si arriverà a questo obiettivo.

L'Europa è la nostra casa e deve rimanerlo sempre, da che mondo e mondo rinchiudersi nel proprio orticello non ha mai portato frutti a nessuno, pensate davvero che se paesi come la Francia, l'Italia, l'Austria, l'Ungheria e così molti altri pensassero unicamente a se stessi il sistema Europa possa reggere e tener botta a potenze economiche come Stati Uniti e Cina, pensate davvero che attraverso sovranismo e nazionalismo si possa competere nel sistema economico attuale?pensate davvero che abbandonando l'Europa e l'Euro si possa tornare ad un'economia florida? se la risposta è si allora sapete già chi votare immagino, ma attenzione, questo non vuol dire che è sbagliato votare gli euro scettici, ma va fatto con consapevolezza ed accettandone poi eventualmente le conseguenze di tale scelta, vogliamo davvero distruggere tutto o contribuire a ricostruire in modo differente? vogliamo davvero provare a costruire un'Europa uguale per tutti, federale, con leggi, tasse, diritti e doveri uguali per tutti? e allora rimbocchiamoci le mani, e votiamo consapevolmente!

Inevitabilmente l'esito di queste elezioni europee avrà ripercussioni anche sul piano nazionale, e lo starete notando dalle continue discussioni tra i vari partiti, tanto all'interno della maggioranza quanto da parte dell'opposizione, per cui quando voterete pensate anche in tal senso, perchè si, il voto è in grado davvero di spostare un paese o un intero continente verso una direzione piuttosto che un'altra, e la responsabilità è anche nostra.

CHI SONO I CANDIDATI IN ITALIA?

Ecco di seguito i partiti candidati in Italia nelle circoscrizioni Nord-est, Nord-ovest, Centro, Sud e Isole:

  • EUROPA VERDE
  • LEGA
  • FRATELLI D'ITALIA
  • PARTITO PIRATA
  • POPOLO DELLA FAMIGLIA
  • PARTITO ANIMALISTA
  • PARTITO DEMOCRATICO
  • LA SINISTRA
  • + EUROPA
  • MOVIMENTO CINQUE STELLE
  • FORZA ITALIA
  • FORZA NUOVA
  • CASAPOUND ITALIA
  • PARTITO COMUNISTA
  • POPOLARI PER L'ITALIA
ATTENZIONE!

Non tutti i partiti sono candidati in tutte le circoscrizioni, per cui controlla all'interno del seggio o sulla scheda elettorale quali partiti sono presenti nella tua circoscrizione.

Ogni partito ha un numero di candidati, l'elettore può votare nel seguente modo:

- Barrando unicamente il simbolo del partito scelto;

- Barrando il simbolo del partito scelto e scrivendo il nome e cognome o solo il cognome di uno, due o tre candidati per quel partito nella propria circoscrizione.

ATTENZIONE!

Se si sceglie più di un nome almeno uno dei due o tre candidati deve essere di sesso opposto (per intenderci non potete scegliere tre donne o tre uomini), pena l'annullamento della seconda/terza preferenza.

QUI POTETE TROVARE L'ELENCO DEI VARI 

E QUI UNA GUIDA RIASSUNTIVA SULLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE: https://www.elezioni-europee.eu/come-si-vota/italia

Vota consapevole, vota informato!

mercoledì 19 dicembre 2018

[POLITICA] LA MEGLIO SCHIAVITU'

Budapest, le proteste di piazza contro il Premier Orban
(immagini:ilfattoquotidiano.it)

Citando una celebre pellicola di casa nostra si può sintetizzare così il nuovo provvedimento "Made in Hungary" da parte del premier Viktor Orban, "La meglio schiavitù", ma di cosa si tratta?E perchè ha suscitato le proteste di quel popolo che fino a qualche mese fa sembrava appoggiarlo incondizionatamente?
Le continue politiche illiberali portate avanti in questi anni dal governo Orban hanno generato una mancanza di manodopera nelle imprese ungheresi, tanto da portare tali imprese sull'orlo del fallimento, e a proteste piuttosto insistenti da parte delle stesse, e bene, quale provvedimento è stato messo in pratica per debellare questa piaga frutto di politiche iper nazionaliste che hanno generato la mancanza di lavoratori?abbassare le tasse per le assunzioni?no, incentivare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro?nemmeno, e allora cosa?

"FORNIRE ALLE AZIENDE LA POSSIBILITA' DI EROGARE FINO A 400 ORE DI STRAORDINARIO PAGABILI IN TRE ANNI"

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro no?In pratica si sfruttano fino all'osso i lavoratori già presenti con ore di lavoro aggiuntive che non vengono loro pagate, o meglio, i datori di lavoro hanno tre anni di tempo per farlo, in parole povere lavori oggi per essere pagato nel 2021, non è "straordinario"?

Le proteste di piazza sono state decise, e molti leader delle opposizioni sono stati barbaramente aggrediti quando hanno provato a dire la loro nei telegiornali della tv di stato(Mtv), seppur qualcuno sostiene che sia stata tutta una montatura per mettere in cattiva luce Orban.

E' tuttavia chiaro che neanche il leader più acclamato dinanzi a misure del genere può restare immacolato dalla furia popolare, popolo, quello stesso popolo, che lo ha portato al potere per tutti questi anni ed ha appoggiato le sue politiche liberticide, nazionaliste ed al limite del complottismo, ma la democrazia è questa, sempre viva la democrazia, ma quando se ne abusa e si perde il contatto con chi ti ha permesso di giungere fin lassù rischi grosso, e nessun capo supremo è invincibile dinanzi alla furia del suo popolo, in fondo Niccolò Machiavelli nel suo "Il Principe" lo disse già svariati anni or sono(parecchi a dir lo vero):

La bontà di un buon "Principe" si vede nella sua capacità di mostrare al popolo di quanto il suo governo sia necessario per il suo benessere.

Evidentemente Orban non l'ha letto, come non l'han letto tutti coloro che prendono costui come esempio di buon governo (ogni riferimento a politici nostrani è puramente voluto), attenzione a tirar troppo la corda, si sa, presto o tardi si spezzerà, e cadere dalla cima della piramide potrebbe essere assai doloroso. 

So bene di come questo mio articolo sia piuttosto "schierato" e nettamente contrapposto ad una frangia politica piuttosto che ad un'altra, ma sinceramente ditemi voi come si fa ad appoggiare qualcuno dopo un provvedimento schiavista nei confronti del suo popolo?

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mercoledì 7 novembre 2018

[POLITICA] USA, MIDTERM, RISULTATI ELETTORALI

midterm
(Cbc.ca)



Ci siamo!O come direbbero gli americani "Here we are!"
Gli americani la scorsa notte hanno votato per rinnovare quasi completamente la composizione della Camera (House) e per un terzo quella del Senato (Senate), e ciò ha condizionato notevolmente i prossimi due anni dell'amministrazione Trump, presidente che ha strumentalizzato tantissimo queste elezioni di medio termine incentrandole in una sorta di referendum su di se, e possiamo sintetizzare che non l'ha vinte, ma non le ha nemmeno perse, per il partito in carica (in questo caso i Repubblicani) è sempre uno scoglio notevole uscire senza le ossa rotte dalle elezioni di midterm (si possono infatti contare sulle dita di una mano le volte in cui il partito del Presidente ne è uscito vincitore), ma Trump ha resistito.

Andiamo a scoprire ora, nel dettaglio, alcuni dei risultati più importanti e decisivi decretati durante una notte lunga e combattuta voto su voto, ci sono da fare alcune premesse però:

Sono state delle elezioni assai particolari che eleggevano deputati, senatori, governatori ed anche una manciata di referendum riguardanti varie tematiche (uso ricreativo della Marijuana, aborto e diritto di voto per gli ex detenuti), una platea di candidati estremamente variegata, tantissime donne candidate(e poi elette) e frutto della chiara contrapposizione con la misoginia trumpiana e delle noti vicende recenti (vedi Kavanaugh), duelli a sorpresa combattuti all'ultimo voto (vedi Cruz vs O'Rourke in Texas) ed una campagna elettorale costosissima e quasi paragonabile alla spesa per le Presidenziali, non che una notevole affluenza alle urne, fattore che sarebbe potuto essere favorevole ai dem ma non lo è stato, o almeno non come avrebbero voluto.

RISULTATI ELETTORALI

I Democratici hanno conquistato la Camera (House) ottenendo la maggioranza dei seggi, a spoglio ancora non ultimato infatti i dem hanno già 218 seggi, sufficienti per restare davanti ai repubblicani che si fermano a 193 e con solo 24 seggi ancora da assegnare.

Il Senato(Senate) sarà invece in mano Repubblicana che consolidano la maggioranza che già avevano, ottenendo 52 seggi contro i 45 dei democratici, e mancano solo 3 seggi da assegnare.

Come mai questo "split"?Questa suddivisione diversa tra Camera e Senato?

Come detto all'inizio la Camera veniva rinnovata quasi nella sua totalità, pertanto votava ogni singolo stato, città, paese e villaggio degli Stati Uniti, mentre per il Senato (che si rinnova per un terzo ogni sei anni) si votava solo in alcuni stati, per lo più di matrice repubblicana, per questo è maturata (come da previsione) questa spaccatura tra le due ali del parlamento.

I FOCUS, FLORIDA E TEXAS

Scendiamo nel dettaglio ora e proviamo ad analizzare quelle che sono state le sfide chiave di questa elezione, o perlomeno quelle più interessanti e determinate entrambe in una sfida all'ultimo voto.

Beto O'Rourke, candidato
democratico sconfitto in Texas
(Tpi.it)
Se tendenzialmente la Florida è sempre stato uno Stato "Too close to call", ovvero in cui è sempre difficile determinare chi ne esca vincitore, il Texas è Repubblicano da trent'anni, ma mai come stavolta i democratici sono stati vicinissimi dal conquistarlo grazie al carismatico Beto O'Rourke, che per una manciata di voti non è riuscito a strappare il seggio ad uno dei capisaldi del partito repubblicano come Ted Cruz (già sfidante di Trump nelle primarie per la Casa Bianca tre anni fa), tuttavia seppur i democratici siano andati così vicini dal vincere entrambi i seggi alla fine li han persi, e negli States la differenza tra vittoria e sconfitta è spesso talmente sottile da determinare analisi completamente opposte davvero per una manciata di voti.

In Florida si è votato sia per le elezioni per il Senato che per il governatore, non che per un referendum sul concedere o meno il diritto di voto agli ex detenuti (fino ad oggi loro negato) ed è stato approvato, per il "Senate" invece il Repubblicano Rick Scott è in leggero vantaggio sul democratico Bill Nelson, ma al momento nessuna testata americana si è sbilanciata nell'assegnare il seggio all'uno o all'altro candidato, per quanto riguarda l'elezione a governatore invece Ron De Santis (Repubblicano) ha avuto la meglio sul democratico Andrew Gillum, e questa è una vittoria significativa per Trump, non tanto dal punto di vista politico, ma De Santis è molto vicino per idee, modi e impostazione politica al Presidente in carica.

LE PERSONALITA' DI QUESTE ELEZIONI

Alexandria Ocasio-Cortez, eletta
deputata per lo Stato di
New York
(Cnbc.com)
Oltre al già citato Beto O'Rourke che ha rischiato di vincere in uno stato praticamente blindato dai Repubblicani, va sicuramente segnalata Alexandria Ocasio-Cortez come donna più giovane ad essere eletta in qualità di deputata nello Stato di New York, ancora in bilico invece la nomina per il governatore della Georgia in cui è presente nella corsa la deputata Stacey Abrams, un'altra donna che potrebbe dire la sua nel futuro del partito democratico, infine ci tengo a sottolineare l'elezione di un governatore apertamente gay in Colorado, Jared Polis.


IL VERDETTO

Bene, bene, tutto molto interessante, ma in soldoni ( vi starete chiedendo) cosa succederà ora per Trump? e quali speranze hanno i democratici di ribaltare la frittata tra due anni? proverò a rispondere alle vostre domande.

Trump avrà sicuramente la vita un pò più difficile ora, con i democratici in netta maggioranza alla Camera infatti avrà un opposizione più forte ed efficace, potrebbero presentare lui degli esposti, richiedere dei chiarimenti sulle sue politiche e bocciare ogni sua grande riforma (che per essere approvata deve avere la maggioranza in entrambe le camere, cosa ora piuttosto improbabile), molti parlano da tempo d'impeachment, e bene, i Dem potrebbero costruire il castello per provare a rimuovere Trump dalla Casa Bianca, ma se alla camera i dem hanno bisogno della maggioranza semplice per procedere, al Senato (a maggioranza repubblicana) hanno bisogno dei due-terzi dei voti per defenestrare Trump, cosa assai complicata (a meno che il " biondino" non faccia qualcosa che mandi su tutte le furie più della metà dei suoi senatori).

Per quanto riguarda il fronte democratico in vista delle elezioni presidenziali del 2020 è tutto molto incerto, è vero hanno vinto la camera, è vero tendenzialmente hanno 8 punti percentuali di vantaggio (su base nazionale) nei confronti dei democratici, ma sappiamo come è andata due anni fa vero?ovvero con Hilary Clinton sconfitta con tre milioni di voti in più rispetto al suo avversario (per via dell'affascinante sistema elettorale americano), inoltre i democratici al momento non hanno un candidato bello e pronto da schierare e due anni non sono molti per trovarne uno che possa sconfiggere quello Repubblicano, che, dopo queste elezioni di midterm è ancora lui, Donald J. Trump.

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lunedì 8 ottobre 2018

[POLITICA] BRASILE, BOLSONARO VINCE IL PRIMO TURNO, CHI E' COSTUI?

Bolsonaro
Jair Bolsonaro, vincitore del primo turno delle presidenziali
brasiliane(Foto:Corriere)

Jair Bolsonaro, candidato del Partito Social-Liberale, ha vinto (oltre ogni aspettativa) il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane ottenendo il 46,03% dei consensi (andando molto vicino a quel 50% che avrebbe consentito lui di vincere al primo turno), il suo avversario principale Fernando Haddad (del Partito dei Lavoratori, il partito dei presidenti uscenti Lula e Roussef) si è fermato al 29,27% accedendo comunque al secondo turno che si terrà domenica 28 Ottobre.

MA CHI E' JAIR BOLSONARO E QUAL E' LA SUA POLITICA?

Fare un disegno positivo delle idee e della personalità di Bolsonaro risulta assai difficile, a prescindere da quali idee politiche abbia ognuno di noi, dovete sapere che qui non centra avere idee di destra o di sinistra, ma semplicemente scegliere se stare dalla parte della democrazia o dalla parte dell'anarchia più totale, o meglio di una dittatura sotto mentite spoglie.

In Brasile la dittatura è crollata nel 1985, ma Bolsonaro si definisce tranquillamente un nostalgico del regime, non nasconde il proprio anti femminismo ne tanto meno la propria omofobia, e non parrebbe apprezzare la mescolanza multi etnica che da sempre caratterizza il paese del sud America, le sue numerose dichiarazioni in tal senso lo descrivono da se in frasi come:

"Non meriteresti di essere stuprata, sei troppo brutta" dichiarò in una seduta del Senato verso una senatrice;

"Non sarei capace di amare un figlio gay, piuttosto preferirei che morisse in un incidente stradale" ha affermato ancora.

Infine è sotto indagine per razzismo contro la comunità afro brasiliana;

Si definisce inoltre anti abortista e pronto ad abolire ogni diritto concesso nei confronti degli omosessuali, ciò ha attirato su di se l'incondizionato consenso degli ultra cattolici conservatori che rappresentano un quarto del paese (che in una nazione popolosa come il Brasile è davvero molto),  inoltre è favorevole alla libera circolazione delle armi per autodifesa ed in campagna elettorale ha dichiarato che promuoverà la concessione alle forze armate di poter uccidere qualunque malvivente o sospetto tale senza restrizioni di sorta.

Ben comprenderete di come in un paese dove la legalità è già ai minimi storici (lo scorso anno si sono registrati più di 63000 omicidi) e dove l'omofobia è un problema molto serio (migliaia gli omosessuali torturati e uccisi negli ultimi anni) e che solo nelle ultime legislature hanno trovato asilo e sostegno da parte dello Stato con leggi che li tutelassero, è palese come la vittoria di Bolsonaro sarebbe un compiere moltissimi passi indietro in quel cammino di democrazia che il Brasile con estrema fatica ha provato a percorrere dal 1985 ad oggi.

IL SOSTEGNO DEL GOVERNO ITALIANO A BOLSONARO

Oggi su Twitter il Ministro dell'Interno Matteo Salvini esulta per la vittoria di Bolsonaro in Brasile affermando:


Anche il Ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana ha tuonato:


Insomma il governo italiano esulta per l'affermazione di Bolsonaro, che per idee e frangia politica si avvicina molto al fronte leghista, un'ascesa dell'ultradestra che a livello mondiale preoccupa e non poco i sostenitori della democrazia, della libertà individuale e del rispetto della diversità e che invece, come si può notare, gasa gli ultra nazionalisti delle varie realtà mondiali.

I regimi di Al Sisi in Egitto, quello di Duterte nelle Filippine, Trump negli Usa, il fronte populista in Italia (seppur per ora in tono assai minore), tutti democraticamente eletti, rappresentano tutti notevoli campanelli d'allarme per la democrazia che fino ad oggi abbiamo imparato a conoscere, ed un eventuale e probabile trionfo di Bolsonaro in Brasile non farebbe altro che rinforzare questo fronte, fronte che potrebbe definitivamente prendere il sopravvento nelle prossime elezioni europee.

MA ALLORA PERCHE' BOLSONARO HA OTTENUTO QUESTO CONSENSO?

La situazione politica brasiliana versa ormai da anni in condizioni pietose, l'arresto per corruzione di Lula prima e la caduta del governo di Wilma Roussef poi, hanno generato un vuoto politico enorme ed una forte crisi identitaria nell'elettorato brasiliano, ciò ha provocato un ulteriore crisi politica, sociale e culturale nel paese sudamericano, vuoto che Bolsonaro è stato capace di colmare attraverso promesse elettorali roboanti e slogan che in fin dei conti rappresentano il credo e gli ideali della maggioranza dei brasiliani che hanno trovato in lui una nuova e rivoluzionaria affidabilità politica dopo anni di fallimenti.

Sicuramente l'attentato da lui subito (ricorderete l'accoltellamento durante uno dei suoi comizi pubblici) non ha fatto altro che rafforzare ulteriormente il consenso nei suoi confronti facendolo andare oltre ogni previsione e lanciandolo ormai quasi sicuramente alla Presidenza del Brasile, seguiremo cosa accadrà da qui al 28 Ottobre, giorno in cui scopriremo chi tra Bolsonaro e Haddad prenderà le redini del paese sudamericano, declinando in un senso o nell'altro i destini della politica locale, ma non solo.

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domenica 7 ottobre 2018

[POLITICA] KAVANAUGH E TRUMP, BINOMIO DI UNA VITTORIA POLITICA

Kavanaugh
Brett Kavanaugh, nuovo giudice della Corte Suprema Americana
(Foto di Andrew Harnik)

Ed eccoci qui, a parlare delle ultime novità politiche d'oltreoceano, alludo agli Stati Uniti ovviamente, nella fattispecie al caso Kavanaugh, l'ultimo che ha scosso la scena politica (e non solo) americana, ma facciamo il punto dall'inizio.

In questo articolo (clicca qui per rileggerlo) vi avevo già abbondantemente accennato dell'importanza strategica riguardante la nomina (da parte di Trump) di un giudice conservatore alla Corte Suprema, e bene ciò è avvenuto, ieri, con un voto al cardiopalma al Senato che ha visto la definitiva nomina di Brett Kavanaugh.

emily ratajkoviski
La modella Emily Ratajkovski durante
le manifestazioni di piazza
Ma dei risvolti politici di tale nomina ve ne parlerò dopo, prima bisogna far luce sulle polemiche che hanno preceduto la votazione nelle ultime settimane, dovete sapere che Kavanaugh poco dopo che Trump ha fatto il suo nome come candidato al posto vacante in Corte Suprema, è stato accusato di molestie sessualità da parte di almeno tre donne, in modo particolare al centro delle polemiche vi sono quelle relative ai tempi del liceo da parte di una sua ex compagna di classe (parliamo di...trenta anni fa?) che hanno scatenato nel mondo politico e sociale americano un putiferio abnorme, proteste, contestazioni ed un opposizione democratica all'attacco sono state all'ordine del giorno con l'arresto di decine di manifestanti (in particolare donne), tra cui la famosa modella Emily Ratajkovski(in foto), tale clamore ha portato ad un ritardo della votazione per la nomina di Kavanaugh e all'apertura di un'inchiesta dell'FBI per far luce sulle pesanti accuse rivolte al giudice conservatore.

MA PERCHE' QUESTE ACCUSE DOPO TANTO TEMPO?

Beh le ipotesi sono svariate, quella che balza subito in mente (e sostenuta da politici e simpatizzanti repubblicani) è di un complotto ordito dai Clinton per far pagare a Trump la famosa inchiesta delle mail a poche settimane dalle elezioni presidenziali di due anni fa, e mettere le ruote davanti al carro a Kavanaugh, che fu tra i giudici che parteciparono a l'inchiesta d'impeachment di Bill nel famoso caso Lewinski, i democratici respingono ovviamente ogni accusa, ma di certo se una donna decide di denunciare una molestia subita dopo trent'anni proprio mentre l'accusato sta per essere eletto ad un importante carica pubblica, beh capite bene di come i dubbi sovvengono, e come se sovvengono...fermo restando che ogni molestia, violenza e sevizia accertata va sempre aspramente condannata.

DICEVI CHE C'E' STATA UN'INCHIESTA DELL'FBI, A COSA HA PORTATO?

A poco o nulla, una settimana e poco più d'indagini non sono state sicuramente sufficienti per raccogliere prove e testimonianze, anche in luce che si tratta di un episodio relativo a più di trent'anni fa ed è quindi difficile andare a reperire informazioni attendibili al riguardo, rapporto dell'FBI giunto quindi in Senato piuttosto scarno e povero di accuse reali e tangibili che hanno convinto gli elettori ad avallare la nomina di Kavanaugh a giudice della Corte Suprema Americana, seppur di poco grazie al voto favorevole anche di un senatore democratico.

ED ORA CHE SUCCEDE?

Beh questo avvenimento rappresenta sicuramente una grande vittoria politica per Trump, in quanto con una corte suprema ad assoluta maggioranza conservatrice/repubblicana il tycoon può mettere in atto abbastanza agevolmente tutte quelle riforme etiche, sociali ed economiche che spesso proprio la Corte ha bloccato (vedi il Travel Ban ad esempio), riforme volte ad imporre la propria politica da qui ai prossimi anni rendendo ancor più complicato ogni tentativo di opposizione democratica, tuttavia decisive saranno le elezioni di mid-term (elezioni di metà mandato) che riformeranno in parte la composizione di Senato e Camera dei deputati, se da una parte i repubblicani puntano a rinforzare la maggioranza in Senato (che è stata decisiva per la nomina di Kavanaugh) dall'altra devono difendersi da un'ascesa democratica alla Camera, vittoria Dem che viceversa permetterebbe ai democratici di poter fare un pò più la voce grossa e mettere le uova nel paniere a Trump riguardo le riforme prima citate.

Trump e Repubblicani puntano ad un buon risultato elettorale grazie alla ripresa economica che sta caratterizzando gli ultimi mesi, con un tasso di disoccupazione al minimo storico e la classe media americana ancora fortemente legata agli ideali che il tycoon sta mettendo in pratica da quando è stato eletto Presidente (proprio grazie a loro), ovviamente seguirò da vicino le elezioni di medio termine in modo da tenervi aggiornati ed analizzare insieme quali potrebbero essere i risvolti politici che ne deriveranno, per cui non scappate e continuate a leggermi per provare a comprendere assieme le talvolta complicate vicende politiche che caratterizzano l'America di oggi.

Potete commentare come sempre questo post qui o sulla mia pagina facebook (clicca qui per visitarla e mettere MI PIACE).

BENVENUTI SUL MIO NUOVO BLOG

Ed eccomi qui, come promesso, sul mio nuovo blog, blog che come vedete ha semplicemente il mio nome, vi starete chiedendo il perchè, gius...