sabato 16 luglio 2022

Crisi di Governo: Movimento 5 Stelle, così diversi da diventare come loro

 

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte, Leader del Movimento 5 Stelle

Movimento Cinque Stelle, la rottura

È ormai noto che il Movimento Cinque Stelle ha deciso di rompere gli indugi e creare una spaccatura enorme all'interno della maggioranza, generando, de facto, una crisi di governo, con conseguente rischio di caduta dell'esecutivo.

In questo mio breve post, cerco di spiegare in modo semplice cause ed effetti di questa audace mossa del Movimento, o per meglio dire, di Giuseppe Conte, che, con il vento contrario di una parte del partito grillino (o di quel che ne rimane) ha deciso di percorrere questa strada.

Giuseppe Conte, perché questa scelta?

Chi non mastica il politichese fatica a comprendere le motivazioni che hanno portato il Movimento Cinque Stelle verso la mossa estrema, ovvero la sfiducia al governo (tecnicamente non si è trattato di una vera e propria sfiducia, ma di fatto si, ve ne parlerò nel resto del post). E bene, tutto nasce dalla separazione del numero due del partito (perché chiamarlo Movimento, ormai da qualche anno a questa parte non sarebbe veritiero) Luigi di Maio che ha portato via con se una sessantina tra deputati e senatori (anche qualcosa in più) cedendo la maggioranza relativa in parlamento alla Lega. Questo ovviamente ha notevolmente indebolito la forza politica dei pentastellati, generando all'interno del Governo uno squilibrio. Può una forza di governo decapitata e non più maggioritaria essere ancora preponderante all'interno della maggioranza? ovviamente no, e Giuseppe Conte lo sa. Pertanto aveva due opzioni:

- Tirare i remi in barca e diminuire la forza politica del Movimento all'interno del governo, rinunciando a dei cavalli di battaglia del suo partito (vedi salario minimo, indebolimento del reddito di cittadinanza, no al termovalorizzatore di Roma);

- Sfilarsi dalla maggioranza di governo ed aprire una crisi di governo ponendo un ultimo disperato ultimatum, della serie...se proprio devo affondare vi trascino tutti con me.

E bene, dalle cronache politiche degli ultimi giorni avrete compreso di come "Giuseppi" abbia optato per la seconda, seppur non in modo palese. Perché di fatto il Movimento non ha votato la sfiducia al governo, ma si è astenuto dalla fiducia ad un decreto, abbassando il quorum per l'approvazione e facendolo comunque approvare. Una chiara mossa da "cavallo di Troia" che, assimilandola ad un meme comprensibile anche alla generazione Z sarebbe... "fai cadere il governo senza dire che stai facendo cadere il governo".

Una mossa questa, da ognuno giudicabile lecita o non, saggia o meno. Ma che pone al Movimento un importante chance per racimolare ancora qualche voto, in vista delle possibili nuove elezioni. Un Movimento all'opposizione nel caso di un Draghi bis con una nuova maggioranza, potrebbe infatti ridare ai pentastellati un briciolo di consenso in più (portandoli sondaggi alla mano, poco al di sotto del 15%, presero quasi il 40% alle ultime politiche)

M5S: Tanto diversi da diventare come loro

Ed ecco quindi perché Giuseppe Conte ed il Movimento non sono poi così diversi dagli altri partiti. Non c'è nessuna differenza tra Matteo Salvini che fece cadere il "Conte 1" cercando di tornare al voto e raccogliere il massimo consenso ottenuto dalla Lega alle Europee (senza riuscirci). E non c'è nessuna differenza nemmeno tra Conte e l'altro Matteo (Renzi) nella caduta del "Conte 2". Son semplici giochi di potere, che il Movimento per carità è legittimato a fare, ma che non si dica più che lo stesso non sia un partito, perché ormai non ci crede più nessuno.

Crisi di Governo, cosa succede ora?


Ci sono tre possibile alternative, alcune delle quali potrebbero anche concatenarsi:

- Draghi prova a costruire una nuova maggioranza senza il Movimento, con parte dello stesso che confluisce nel governo, mozzando ulteriormente la forza politica dei pentastellati.

- Gran parte del Movimento si ribella alla mossa di Conte (sempre più parlamentari stanno facendo dichiarazioni in tal senso) mettendo di fatto il leader con le spalle al muro, costringendolo a farsi da parte;

- Il governo cade, con Lega e/o Forza Italia che colgono la palla al balzo e sfiduciano anch'essi il governo, portando il paese a nuove elezioni.

Medvedev
Il post di Medvedev



Quest'ultimo uno scenario plausibile, ma che di fatto bloccherebbe i fondi del PNRR e rallenterebbe ogni misura per arginare inflazione, crisi energetica e politica internazionale. (vedi il post di Medvedev, ex primo ministro russo e attuale braccio destro di Putin, che sberleffa l'occidente che elimina i suoi leader stendendo un tappeto rosso alla Russia).

Negli ultimi giorni, stanno giungendo appelli sul fronte nazionale ed internazionale, che la rinuncia a Mario Draghi sarebbe un danno enorme per l'Italia, con la perdita di fondi e credibilità da parte del nostro paese. A mio avviso Draghi resterà, con o senza Movimento si vedrà, ma resterà fino a fine legislatura. E poi chissà...

lunedì 11 aprile 2022

TikTok, demonio o opportunità?


Tutti conoscerete TikTok, il social numero uno per la Generazione Z, il cui numero di iscritti aumenta di mese in mese così come i contenuti pubblicati.

Molti demonizzano l'utilizzo di questo social, che, sempre secondo alcuni porta i giovanissimi a comportamenti insoliti, o peggio pericolosi. Il che è talvolta vero, ma è giusto condannare tale social in modo indiscriminato? La risposta per me è no, e vi spiego brevemente il perché.

TikTok è creatività


Attraverso TikTok è infatti possibile sviluppare ed esprimere la propria creatività a 360°. Certo non tutti hanno sempre qualcosa di valido da raccontare, ma riguarda indicativamente solo il 20% dei contenuti. Da ogni video (o quasi) è possibile trarre spunti ed elementi utili a crearne di nuovi.

TikTok è cultura


Molti sono i contenuti che su TikTok permettono d'imparare qualcosa di utile, come le lingue ad esempio, o la grammatica, o l'arte. Il tutto in modo più o meno giocoso, quest'ultimo forse il modo migliore per comunicare con la Generazione Z.

TikTok è influenza


Ed è proprio in questa fattispecie che potrebbe generarsi l'intoppo, ovvero la capacità di un singolo individuo d'influenzarne altre, molte altre, in modo positivo e negativo. Tuttavia la capacità d'influenza oggigiorno governa in modo imprescindibile il meccanismo basilare su cui i social media si fondono, in modo particolare TikTok ed Instagram. L'obiettivo sarebbe quindi, quello di esaltare i comportamenti virtuosi, viceversa ostacolare quelli dannosi. Su questo molto si è fatto negli ultimi anni, ma c'è ancora da lavorarci, ben consapevoli però di come sarà impossibile estirparne il marcio al 100%.

Demonio o opportunità?


A questo punto non resta quindi che rispondere alla domanda iniziale. TikTok è da demonizzare o può rappresentare una ricchezza per i nostri giovani (ma in generale per chiunque lo utilizza)?

Il punto centrale a mio avviso è uno, basterà rispondere alla domanda: Di chi è la colpa dell'uso improprio di TikTok (e dei social in generale)? Ovviamente la risposta non è semplice e univoca. Tuttavia ritengo necessario che l'utilizzo dei social debba essere vincolato da un'educazione di fondo. L'utilizzo malevolo dei social è infatti solo una conseguenza di altre problematiche, sociali, culturali ed educative alla base di ogni individuo.

Pertanto, prima di condannare in modo univoco i social (che per carità hanno le proprie responsabilità), chiediamoci cosa ha portato un individuo ad un comportamento scorretto nella pubblicazione o nell'emulazione di un contenuto, e cosa quindi può essere fatto alla base, a livello sociologico e nell'educazione dei nostri ragazzi.

Che ne pensate? 

mercoledì 23 marzo 2022

Comunicazione| L' abile Zelensky

Zelensky
Volodymyr Zelensky (AdnKronos)

Zelensky il comunicatore


Sorvolando volutamente le abilità attoriali e politiche del Presidente ucraino, voglio dedicare questo post alle abilità comunicative dell'attuale leader del governo dell'ex Repubblica sovietica.

Zelensky ha infatti tutte quelle abilità che un bravo comunicatore dovrebbe avere:

- Eloquenza e linguaggio alto ma non forbito (e politichese) ;
- Adattare parole e sintassi in base a contesto e pubblico. 
- L' utilizzo di frasi e similitudini che colpiscono il suo interlocutore.

I discorsi ai parlamenti stranieri


Il Presidente "guerriero" insomma si, è un bravo comunicatore, più che bravo oserei dire. 
Basti solo far riferimento ai suoi ormai molteplici discorsi rivolti ai parlamentari di numerose potenze mondiali (USA, Israele, Regno Unito, Germania, Italia). Se per gli States l'attuale situazione ucraina l'ha paragonata all'11 settembre, nel discorso fatto alla Knesset israeliana ha equiparato il tutto alla persecuzione nazista degli ebrei, parlando di "genocidio ucraino". Certo, generando non poche polemiche in Israele, ma comunque colpendo nel segno l'opinione pubblica di uno dei maggiori alleati economici della Russia di Putin.
In Italia il tono è stato assai minore, con una similitudine tra le città di Mariupol e di Genova, entrambi porti strategici dei rispettivi paesi. 

Qualcuno parla di pura retorica. Beh forse..., ma quanti politici avete ascoltato che hanno colto nel segno come Zelensky? Pochi.

Basta fare un paragone con l'attuale presidente americano Joe Biden, il quale, a livello comunicativo sta sbagliando tutto il possibile ed immaginabile, almeno a mio avviso. Dove oltre a provocare il Presidente russo Putin gettando benzina sul fuoco, non ha fatto molto altro...

Mi esimerò dall'esprimere giudizi politici, almeno in questo articolo. Magari, appena sarà tutto più chiaro sarà mia premura dirvi la mia su quanto sta accadendo. 

domenica 13 marzo 2022

EUROVISION 2022 - TUTTO QUELLO CHE C'è DA SAPERE

 


QUANDO E DOVE

Si terrà a Torino dal 10 al 14 maggio 2022 presso il PalaOlimpico.

CHI PARTECIPA?

Gran parte dei paesi dell'area UE e dintorni, più l'Australia, per un totale di 40 paesi.

MA COS' è L'EUROVISION?

Lo show musicale più seguito al mondo, con oltre 150 milioni di telespettatori che tra tv e streaming seguono lo show in diretta e in differita.

Lo show si tiene in Italia, in quanto il paese vincitore dell'edizione precedente ospita quella successiva. In virtù della vittoria dei Maneskin in quel di Rotterdam quindi, è quest'anno l'Italia il paese ospitante di quest'edizione 2022.

Torino è stata scelta dopo che la RAI e l'EBU hanno vagliato oltre dieci città candidate, tra cui Milano, Bologna e Pesaro.

La partecipazione all'evento è vincolata mediante l'acquisto dei biglietti, che, dovrebbero essere messi in vendita tramite piattaforma unica tra la fine di marzo e l'inizio del mese di aprile. Ma, se non doveste riuscire ad acquistarli niente paura. L'intera città di Torino sarà "addobbata" a festa e ci saranno vari modi per seguire gli show e conoscere gli artisti in gara, tra cui l'Euro Club e l'Eurovillage.

Non ci resta che attendere maggio quindi, e goderci lo show musicale più potente al mondo!

sabato 5 febbraio 2022

SANREMO 2022 | LE PAGELLE DI QUESTO FESTIVAL

 

Amadeus, conduttore per la terza volta consecutiva del Festival di Sanremo


Siamo arrivati all'epilogo di questo Festival di Sanremo 2022. Come ogni finale è giunto il momento dei bilanci e di dare un opinione circa quest'edizione del Festival, sotto tutti i punti di vista.

I CANTANTI IN GARA

Partiamo dagli artisti in gara (in ordine casuale):

ACHILLE LAURO - Quest'anno appare lapalissiano che la performance è molto superiore rispetto al brano. Il coro Gospel è sicuramente un plus, anche se l'effetto wow non c'è. VOTO 5,5;

AKA7EVEN - Uno degli Amici di Maria in gara, porta un brano fresco ed orecchiabile. Ovviamente non è nulla che rimarrà negli anni, e, si perde un po' troppo nel mucchio. VOTO 5,5;

ANA MENA - Un brano allegro, ma eccessivamente banale. Un neomelodico smisurato, e assai inferiore rispetto ai suoi celebri successi estivi. Poteva portare di meglio? Si. Ma poteva anche andar peggio, almeno è intonata. VOTO 5;

DARGEN D'AMICO - Pezzo energico, roboante e attuale. Forse ha già stancato dopo cinque serate, ed è infatti già precipitata in classifica. Ma andrà forte con gli streaming e sulle spiagge. VOTO 6,5;

DITONELLAPIAGA feat. RETTORE - La Rettore fa la Rettore. Ben accompagnata da Ditonellapiaga che la supporta e le tiene testa. Un pezzo che smuove e mette energia. Probabilmente sparirà dalla circolazione poco dopo il Festival, ma a Sanremo ci sta benone. VOTO 6,5;

Elisa


ELISA - Andrò controcorrente, ma per me Elisa non ha portato uno dei suoi migliori pezzi. Ma resta comunque un pezzo di qualità ed interpretato in maniera sublime. Vincerebbe lei a mani basse, se non fosse per Blanco e Mahmood. VOTO 7,5;

EMMA - Personalmente ho trovato il suo brano al di sopra delle mie aspettative. Brano energico, ben interpretato e d'impatto. VOTO 7-;

FABRIZIO MORO - Trovo il pezzo abbastanza standard, sulla falsariga del classico brano alla Fabrizio Moro. Il problema è che si perde nel mucchio, e la classifica fino ad ora è stata fin troppo generosa con lui. VOTO 5,5;

GIANNI MORANDI - Molti lo han trovato fuori luogo. Io invece lo trovo assolutamente nel suo elemento. Capace di rinnovarsi ed adattarsi ai tempi moderni mettendosi in gioco. La mano di Jovanotti si sente, fin troppo. Ma è un pezzo che resterà e farà muovere il popò la prossima estate. VOTO 7;

GIOVANNI TRUPPI - Da lui mi aspettavo un brano impegnato. Tuttavia dopo quattro serate non è riuscito ancora a colpirmi, e dubito fortemente che lo farà stasera. I look improbabili e la più totale trasparenza tra palco e media non ce la faranno ricordare più già da lunedì (solo perché domenica sarà da Zia Mara). VOTO 5;

GIUSY FERRERI - Il brano non è neanche male, molto Mannarino style. Il testo è passabile, il problema per quanto mi riguarda è la sua voce, che non reggo proprio. Però qualche posizione in più nella classifica finale la meriterebbe pure, ma solo per i pregi sopracitati. VOTO 5,5;

HIGHSNOB E HU - Da perfetti sconosciuti, devo dire che il brano non è così male. Di certo un pezzo che non sopravvivrà alla bolla sanremese. Magari però loro produzioni future potrebbero anche funzionare, insieme o singolarmente. VOTO 5,5;

IRAMA - Pezzo che non mi fa impazzire. Però lui ci crede in questo brano e lo interpreta con un'energia e con una convinzione estremamente convincente, tanto da renderlo comunque interessante. Potrebbe giocarsi il podio stasera. VOTO 6,5;

IVA ZANICCHI - Brano che definire antiquato è riduttivo. Ma lei ad ottant'anni e passa canta ancora divinamente, al di là dei suoi scivoloni politicamente scorretti. VOTO 5,5 (solo per la voce);

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - Ho trovato "Amare" di gran lunga migliore del pezzo di quest'anno. Brano assolutamente piacevole ed energico e che in radio andrà non forte, di più. VOTO 7;

LE VIBRAZIONI - Forse il brano più anonimo che hanno mai realizzato. Totalmente anonimi. VOTO 5;

Mahmood e Blanco con Amadeus


MAHMOOD E BLANCO - Il duo funziona alla grandissima, tra i due c'è chimica, e si vede. Un'amalgama che buca lo schermo. Blanco farà strada, tanta, tantissima strada. Attendo il loro trionfo stasera. VOTO 8;

MASSIMO RANIERI - No, non è Perdere l'Amore. Questo è un pezzo che dopo la bolla sanremese si perderà. Sia chiaro eh, non è brutto, ma personalmente non mi emoziona come altre interpretazioni di Ranieri. VOTO 6;

MATTEO ROMANO - Prima del Festival non avrei scommesso un centesimo su questo ragazzino. Miracolato a Sanremo Giovani, arriva al festival con un pezzo interessante, dai suoni ammalianti e che ci cuce piuttosto bene su di lui. VOTO 6,5

MICHELE BRAVI - Michele è uno che mi crea da sempre un contrasto interiore. Una sorta di amore e odio. Il brano non mi fa strappare i capelli, ma richiede numerosi ascolti per essere apprezzato al meglio. Molto probabilmente lo adorerò tra qualche settimana. I suoi outfit non li reggo proprio... VOTO 6+;

NOEMI - Il brano non è affatto male, però ancora una volta si perde nel mucchio, e passa sul palco al limite dell'anonimato. E la classifica generale lo dimostra ampiamente. VOTO 6;

RKOMI - Se mi chiedete come fa il pezzo, non ve lo so canticchiare. C'è bisogno che aggiunga altro? Mezzo voto in più solo per il fisichetto dai. VOTO 5,5;

SANGIOVANNI - Ecco l'altro amico di Maria. Sangio non incontra il mio gusto, non è il mio genere e mi innervosisce pure. Ma devo riconoscere che il suo lo sa fare, ed oggettivamente, non stona sul palco dell'Ariston. Attenzione a lui per il gradino più basso del podio stasera. VOTO 6;

TANANAI - Il suo pezzo non è nemmeno male eh, ma intendiamoci, lui non sa cantare, e appare fin troppo convinto di se e delle sue capacità. Sparirà dalla circolazione dopo questo festival, e va benissimo così. VOTO 5;

YUMAN - Sinceramente il suo pezzo non mi dispiace, e lui canta discretamente bene. Tuttavia il brano si perde nel mucchio. VOTO 6.

LE PRESENTATRICI

Le presentatrici di Sanremo 2022 (da in alto a sinistra): Ornella Muti, Sabrina Ferilli, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Lorena Cesarini



Ornella Muti, VOTO 4 - Anonima, silenziosa, taciturna. Sembrava fosse lì per fare un favore ed eseguire (male) il compitino. 

Lorena Cesarini, VOTO 4,5 - Visibilmente totalmente fuori dal suo contesto. Si è lasciata sopraffare dall'emozione e non è riuscita a dimostrare le sue capacità (se effettivamente ci sono). Apprezzabile il monologo.

Drusilla Foer, VOTO 7 - Personaggio "divisivo", che sicuramente, chi non ha una mentalità aperta, non avrà apprezzato. Classe, ironia, professionalità e simpatia sono state le virtù che è riuscita a portare sul palco del teatro Ariston.

Maria Chiara Giannetta, VOTO 7,5 - Giovane si, ma già pronta, capace, preparata e professionale. E con una verve comica assolutamente inaspettata (seppur già vista nella fiction "Blanca"). Sicuramente è l'astro nascente della tv e del cinema italiano, ben venga.

Sabrina Ferilli, VOTO SV - Si esibirà soltanto stasera, ma Sabrina Nazionale è un nome, una garanzia. Son certo che stasera ci coinvolgerà con la sua travolgente simpatia.

E voi siete d'accordo con i miei giudizi? fatemelo sapere commentando l'articolo qui o sui miei social. Possibilmente con rispetto e dialogo, cosa che purtroppo ho più volte visto mancare in questi giorni.



sabato 6 febbraio 2021

GOVERNO DRAGHI | UNA SCONFITTA O UN'OPPORTUNITÀ?

 

Mario Draghi, Presidente del consiglio incaricato(Foto:Fabrizio Corradetti, ZOOMPRESS)

Ormai da più di una settimana, la caduta del governo Conte (bis), ha innescato i meccanismi democratici volti alla ricerca di un nuovo assetto governativo capace di mandare avanti il paese. Scongiurando ad ogni costo un ritorno al voto che avrebbe rallentato la macchina governativa relativa agli urgenti impegni da portare avanti (vedi gestione della pandemia e fondi europei), il Presidente della Repubblica Mattarella ha così optato per affidare l'incarico all'ex dirigente della banca centrale europea, Mario Draghi. Una figura senz'altro illustre, preparata ed autorevole capace di guidare il paese in un momento delicato come quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte.

Ma si tratta di una sconfitta per la politica italiana o di un opportunità per il paese?

In parole povere si tratta di un'opportunità per tutti. In primis per i partiti politici che, usciti frammentati e divisi dall'ultimo governo Conte, si ritrovano ora nuovamente insieme, guidati da un leader (non politico) perfettamente conscio delle ricette di cui il nostro paese ha bisogno:

- Riforme capaci di diminuire la burocrazia che impedisce il corretto utilizzo dei fondi europei;

- Una gestione del piano vaccinale condivisa con tutta l'Europa;

- Un utilizzo dei fondi provenienti dal Recovery Fund mirato, controllato e rendicontato su ogni euro speso;

- La gestione del progetto europeo per i giovani, "New generation you".

In secundis è un'opportunità per tutto il paese, e quindi anche per i suoi cittadini. Da notare come tutti i più recenti sondaggi, nonostante l'apprezzamento per la gestione di Conte, superino il 50% dei consensi sull'ipotesi della nascita di un governo a guida Draghi, ipotesi ormai sempre più concreta. E non da meno (che piaccia o no) l'ex governatore della BCE è una personalità che gode della più totale ed incondizionata fiducia dell'Europa, che volente o nolente determina le scelte economiche anche del nostro paese.

Terzo, è un occasione anche per i partiti di rilanciare le loro proposte in seno alle forze di maggioranza. L'occasione di avere alla guida del paese una persona lungimirante e capace di cogliere, ascoltare e riunire gran parte delle forze politiche presenti in Italia, è un'opportunità per tutti i partiti di fare la storia. Ed infatti, nelle ultime ore, anche quei partiti più scettici ed ottusi alla corrente politica europeista si stanno ricredendo (vedi Lega)

Stiamo parlando davvero di un occasione storica, alla pari del compromesso storico tra la Democrazia Cristiana ed il PCI o, se vogliamo andare ancora più indietro, al dialogo tra De Gasperi e Togliatti nell'immediato dopoguerra. Ed i partiti (ed i politici che ne detengono le redini) non sono affatto sciocchi. Chi di loro non vuole essere protagonista di un'alleanza storica volta alla rinascita di un paese?Ve lo dico io, nessuno. O quasi...

mercoledì 20 gennaio 2021

GOVERNO CONTE: LA FIDUCIA C'È, MA...

 

Un frame dell'emiciclo del Senato, a palazzo Madama (web)

E' caduto il governo Conte? è questa la fatidica domanda che molti italiani si stanno ponendo, all'indomani del voto di fiducia al Senato. Voto che ha visto la maggioranza raggiungere quota 156 voti a favore contro i 140 invece sfavorevoli, 16 gli astenuti (praticamente tutti i senatori aderenti ad Italia Viva, il partito che fa capo a Matteo Renzi).

Cosa significano questi numeri? come vanno interpretati? Beh, non è semplice leggerli, perché dietro ad ogni numero c'è un nome, un cognome ed un appartenenza politica ben precisa. Tra i 156 favorevoli che hanno votato la fiducia al governo ci sono infatti:

- 2 appartenenti all'opposizione (due senatori di Forza Italia, prontamente espulsi dal partito);

- 6 senatori a vita (tra cui si annoverano i nomi di Liliana Segre e Mario Monti)

Alcuni ex senatori del Movimento Cinque Stelle, tra cui troviamo Gregorio De Falco (alias "Salga a bordo caxxo!) e Lello Ciampolillo. Due figure molto diverse tra loro, ma che fino a poco tempo fa, aderivano alla stesso credo politico, quello del Movimento di Grillo per l'appunto. Oggi sono senatori fuoriusciti, e, per ragioni differenti, hanno entrambi votato favorevolmente al governo Conte.

Il senatore Ciampolillo tra l'altro è balzato agli onori della cronaca per alcune sue dichiarazioni, quali ad esempio quella di curare la Xylella con il sapone (relativamente al problema degli ulivi malati in Salento), non che, non ha certo nascosto la sua ambizione a diventare Ministro dell'Agricoltura (posto lasciato vacante dalla renziana Bellanova), insomma, un personaggio piuttosto eclettico.

Lello Ciampolillo, senatore della Repubblica Italiana 
appartenente al gruppo misto, ex del M5S


Il problema principale è però un altro. Come e quando Conte potrà consolidare questi numeri? difficile dirlo. Nelle prossime settimane certamente il premier tenterà svariate strade per impedire al suo governo (il secondo) di cadere. Ma il percorso non è assolutamente semplice, per svariate ragioni:

1) Basterà che i senatori di Italia Viva (che in tutto sono 18) votino contrariamente in una delle prossime votazioni, per far andare il governo in parità o addirittura in minoranza, e quindi, di fatto, far bocciare un determinato provvedimento. Ciò significherà che il governo non avrebbe più la maggioranza al Senato e sarà quindi impossibilitato a governare, a meno che non trovi altri 18 o più voti che vadano a colmare il vuoto fiduciario lasciato dal partito di Renzi. Questo però vorrebbe dire dire sfondare quota 170 voti a favore, ipotesi che al momento sembra piuttosto utopica;

2) Come far convivere una maggioranza variegata e poco omogenea, composta da membri dell'attuale coalizione di governo, senatori a vita, ex pentastellati e ribelli dell'opposizione?;

3) I senatori che ieri hanno votato la fiducia al governo, continueranno a votare a suo favore anche nel prossimo futuro? Pensiamo ancora una volta ai senatori a vita o ai due di Forza Italia (ormai ex);

4) Ma governare, non vuol dire solo avere i numeri in parlamento, ma anche far quadrare e funzionare le varie commissioni. Quest'ultime hanno il compito di proporre, discutere, scrivere e portare poi in parlamento quanto da loro approvato. Ci sono varie commissioni: quella sulla giustizia, quella per la riforma elettorale, etc....

Se, con la fuoriuscita di Italia Viva del governo, non ci sarà nessuno che rimpiazzerà loro all'interno delle commissioni, come sarà possibile procedere con i lavori parlamentari?

Insomma, di fatto, il voto di ieri, è stato solo un prolungamento della crisi, volto a mettere il tutto in una sorta di stand-by, alla ricerca di nuovi "volontari" disposti a sostenere il governo mediante trattative sottobanco, accordi o un nuovo programma destinato ad un governo di scopo, che duri sino al termine della legislatura.

Questo vuol dire compromesso, rinunce, ridimensionamenti e politiche destinate a dover accontentare una fetta più ampia di quella attualmente al governo (composta ora solo dal Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle) e che è quindi alla ricerca di un nuovo gruppo che sostenga la maggioranza. Si parla del partito di Clemente Mastella, con il quale le trattative proseguono, si parla dei socialisti di Nencini (che ieri, un pò a sorpresa, ha votato favorevolmente), si parla degli appartenenti al gruppo misto (i fuoriusciti dai vari partiti nei mesi precedenti). Ma è lecito per un governo restare aggrappati ad ogni voto e dover dar conto ai "capricci" di ogni singolo pur di estorcere loro un "Sì"? La risposta sembra piuttosto ovvia, e nei prossimi giorni scopriremo in quale direzione Conte e soci vorranno dirigersi, se verso un tentativo di mediazione con nuove forze politiche oppure se abdicare, e andare quindi a nuove elezioni, come il centrodestra decanta ormai da tempo immemore.

lunedì 11 gennaio 2021

TRUMP SOSPESO DA TWITTER, GIUSTO O NO?

 

(Immagine:ilpost.it)


Donald Trump, Presidente uscente degli Stati Uniti d'America è stato sospeso in modo permanente dal social network Twitter. Il social cardine della sua campagna elettorale cinque anni fa e sua voce durante tutta la sua presidenza.

In molti si stanno chiedendo se sia stato lecito o meno bannare Trump dal social in questo momento. E come spesso accade in questi casi, una risposta oggettiva non c'è. Twitter, così come Facebook, Instagram o qualsiasi altra piattaforma in cui ci si può iscrivere, ha dei regolamenti che vengono automaticamente accettati al momento della sottoscrizione. E' come entrare a casa di qualcuno insomma, accettandone regole, abitudini e quant'altro necessario per la pacifica convivenza all'interno di quella abitazione. E se questi non vengono rispettati, si viene gentilmente invitati ad uscire o nel peggiore dei casi si viene buttati fuori a calci.

Si tratta quindi in tutto e per tutto di decisioni arbitrarie, non sempre corrette e spesso soggettive. I ban, temporanei o permanenti, accadono ogni giorno all'interno dei social network. Ma è piuttosto ovvio che quello perpetrato a Donald Trump, in questo momento storico, sia estremamente eclatante in luce dei recenti fatti di Capitol Hill e delle minacce di rivolte già annunciate per la prossima settimana, ovvero quando la presidenza Biden avrà ufficialmente inizio.

La libertà di parola e di azione, termina nel momento in cui questa va a ledere la libertà altrui, o minaccia la vita di qualcosa o di qualcuno. Nella fattispecie quella dei principi democratici che regolano gli Stati Uniti d'America da più di 200 anni a questa parte. E' pertanto lecito porre un argine quando questa libertà viene minacciata o peggio soppressa, fermo restando che non sarà certamente sufficiente per arginare le tensioni che stanno colpendo l'America nelle ultime settimane.

domenica 10 gennaio 2021

ATTUALITÀ: QUANDO L'EUROPA CI PROTEGGE

 

(Web)

L'Europa non fa nulla,
l'Europa è inutile,
se non ci fosse non cambierebbe nulla.

(citazione di un italiano medio qualunque)

Certo a volte lassù ci fanno girare un po' le scatole, tra eccessiva burocrazia e difficoltà nel comprendere i meccanismi che determinano il funzionamento, non che i privilegi che comporta l'appartenenza all'Unione Europea. Beh, il caso di cui vi parlerò oggi è uno di questi.

In molti stanno ricevendo sul proprio dispositivo mobile, un messaggio da parte di WhatsApp (l'app di messaggistica istantanea più famosa al mondo), in cui si viene invitati (di fatto obbligati) ad accettare le loro nuove disposizioni sulla privacy, pena, a partire dall'8 febbraio, della possibilità di continuare ad usufruire del servizio.

Ma cosa comporta l'accettazione (obbligatoria) di tali termini? È presto detto:

Praticamente tutto ciò che scriviamo, condividiamo, facciamo e inoltriamo su WhatsApp verrà ceduto a Facebook (le due società ormai appartengono entrambe a Zuckerberg, così come Instagram). Ciò, secondo quanto sostenuto da loro, al fine di migliorare l'utilizzo e l'interazione tra gli utenti, e per proporre servizi ed inserzioni pubblicitarie mirate. 

In parole povere tutto ciò che faremo su WhatsApp sarà utilizzabile da Facebook per fini pubblicitari, analizzando ogni minimo dettaglio delle nostre interazioni (con chi chattiamo, per quanto, perchè, come e quando). Messa così sembra inquietante, ed in effetti lo è. Ma le cose non sono poi così diverse dall'attuale utilizzo che facciamo dei social network quali facebook, Instagram, o nella semplice accettazione dell'utilizzo dei così detti cookie. Tuttavia in questo caso si tratta di un intensificazione di tale modus operandi, che ormai da qualche anno, caratterizza il business nel mondo del web, con particolare riferimento ai social media.

Ma c'è qualcuno che ci tutela, nell'Unione Europea e nel Regno Unito non dovremmo preoccuparcene (almeno per ora), il tutto grazie all' applicazione del GDPR (il regolamento generale per la protezione dei dati), che di fatto impedirà a Facebook di poter applicare tale procedura. Pertanto, per il momento, in tutti i paesi della UE e nel Regno Unito non cambierà nulla, salvaguardando la nostra privacy da questa ulteriore morsa perpetrata dalla società di Menlo Park (sede centrale di Facebook Inc., in California, Usa).

Potete quindi continuare ad utilizzare WhatsApp, senza eccessivi allarmismi e senza nessuna corsa alla disinstallazione.

sabato 9 gennaio 2021

POLITICA: LA DESTRA ITALIANA A CHE PUNTO È?

Riprendendo le parole di Guido Crosetto, mi sono voluto porre un quesito. A che punto è la destra italiana?

In molti direbbero che è florida, vivace e più viva che mai. Nonostante sia all'opposizione infatti, i sondaggi la danno come maggioranza del paese (se unita, FI+FDI+LEGA). Tuttavia mi domando quanto delle forze populiste possano imporre una vera e propria corrente politica a medio-lungo raggio. In parole povere, per intenderci, quando e per quanto questa sarà davvero capace di governare? e soprattutto con quali risvolti futuri?

Donald Trump

Da che mondo e mondo il populismo ha caratterizzato gli ultimi cinque anni della politica mondiale, con Trump negli Usa prima, Bolsonaro in Brasile poi, e aggiungerei anche Duterte nelle Fillippine, realtà lontana dal mondo occidentale, ma forse ancor più cruenta e antidemocratica rispetto a quelle a noi più note. Tale onda ha inevitabilmente influito anche sulle politiche europee, che, tuttavia, sono riuscite ad arginare l'onda populista ed impedire ch'essa salisse al potere. Orban è un caso a parte, la realtà ungherese è infatti a se stante, in quanto da forza conservatrice essa si è trasformata via via in maniera sempre più estrema, sino a sfociare in un vero e proprio movimento di estrema destra ed al limite del dispotismo (limite probabilmente superato già da qualche tempo), e quindi non salita al potere durante quest'ultima fase.

Ma venendo alla realtà italiana, torniamo quindi al quesito iniziale: a che punto è la destra italiana?

A mio modesto avviso è in una sorta di bolla temporanea, avvolta dal proprio dissenso senza e senza ma verso qualsiasi cosa che dica o faccia chi la pensa diversamente. Una bolla che assorbe ogni dissenso popolare (e relativi voti), alla ricerca del momento giusto per raccogliere quanto seminato. Una semina tuttavia costellata da grano marcio, piselli secchi, pomodori più o meno marci e qualsivoglia immaginare raccolto di infima qualità. Quantità (voti) che potrebbero rivelarsi massicce, ma quanto davvero utili?

Tale mia "metafora agricola" è volta a farvi comprendere la mia attuale visione della destra italiana, che degli ideali della destra moderata e conservatrice, quella capace di durare, d'imporre ideali e politiche realmente applicabili, ha in realtà poco o nulla, e che è destinata a sgonfiarsi non appena metterà piede nelle stanze dei bottoni, quando non sarà altro che in grado di fornire al popolo dei rancidi pomodori marci.

Immagini dell'assalto a Capitol Hill(web)


Quanto accaduto negli Usa, come dice bene Crosetto, non favorisce certo i populisti nel mondo, in quando l'assalto a Capitol Hill ha mostrato al mondo di cosa le forze populiste possono esser capaci, ovvero soverchiare gli ideali democratici che hanno caratterizzato la pace e la pacifica convivenza dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, anche in luce del fatto che ciò sia avvenuto nella culla della civiltà democratica, gli Stati Uniti d'America.


Immagini della marcia fascista su Roma del 1922 (web)

Un ritorno al passato è qualcosa che spaventa qualsiasi essere umano, un qualcosa che scuote l'animo di chiunque, un animo inevitabilmente terrorizzato dalla paura che qualcosa di simile, con i populisti al potere, possa accadere anche nella loro realtà, sino a sfociare in un potenziale nuovo conflitto mondiale, alimentato da ribellioni e sommosse spinte da ideali estremisti fomentati da leader forti e carismatici, che, cavalcando l'onda populista sono riusciti ad aizzare intere folle contro la democrazia e a conquistare il potere con la forza.

venerdì 8 gennaio 2021

USA: TRUMP IN TROUBLE

 

Donald Trump, Presidente uscente degli Stati Uniti d'Americano(Foto:Web)

I nostri occhi la scorsa notte sono stati tutti puntati a Capitol Hill, Washington DC, Usa. Lì dove il consiglio degli Stati Uniti d'America in seduta plenaria era riunito per certificare l'elezione di Joe Biden in qualità di nuovo presidente USA. Ma qualcosa, o meglio qualcuno, ha impedito che la democrazia americana, faro della civiltà democratica mondiale, venisse liberamente messa in atto.

Il nome da fare è uno solo, Donald Trump. Seppur non materialmente, è a lui solo che va attribuita la responsabilità dell'assalto al Campidoglio compiuto ieri dai suoi seguaci, volto ad impedire la ratifica del voto LIBERO E PULITO espresso dal popolo americano lo scorso novembre, ma che Trump ed i suoi più accaniti sostenitori non hanno mai accettato.

Jake Angeli, italo-americano, uno dei "capi" della rivolta

Ma chi sono coloro che erano lì presenti? armati fino al collo e con vestiti sgargianti, eccentrici e spesso al limite del ridicolo? Si tratta di suprematisti, membri dell'estrema destra, sudisti, complottisti. Gente spesso senza scrupoli e pronta con qualsiasi mezzo a raggiungere il proprio scopo. Ed è proprio su questo tipo di individui che Donald Trump ha trovato il suo terreno più fertile per condurre ad una vera e propria rivolta.

Si tratta di gente che crede ancora che bianchi e neri debbano avere diritti diversi o viaggiare su autobus differenti. Si tratta di gente che vive ancora nel 1800, quando negli stati del sud degli stati uniti i neri non erano altro che muli da soma utilizzabili unicamente come schiavi, e le donne di colore usate come giocattoli da divertimento. Si tratta di gente che crede che la terra sia piatta, che il cambiamento climatico sia un invenzione di una ragazzina svedese o che il coronavirus sia tutta un fandonia.

Ma attenzione! Costoro non vanno confusi con chi ha sostenuto elettoralmente Donald Trump, tanto quattro anni fa quando vinse, quanto lo scorso novembre. Scelta legittima, democratica e per certi versi anche giustificabile dai successi economici messi in campo dall'amministrazione Trump.
Il problema sorge quando lo stesso "tycoon", ben consapevole delle frange estreme presenti all'interno del suo elettorato, le utilizza per proprio tornaconto, sfruttando tutta la loro ignoranza per soverchiare la democrazia americana, tanto antica quanto preziosa per il mondo intero, decantata da Tocqueville duecento anni fa.

Ora però Trump è in trouble (Trump è in trappola), al capolinea! Almeno per quanto concerne le sue speranze (già flebili sin dal giorno seguente le elezioni) di restare alla casa bianca. Difficile dire tuttavia se sarà messo definitivamente fuori dalla scena politica americana. Certamente, dopo ciò che è accaduto a Capitol Hill la scorsa notte (italiana) costerà lui caro. L'impeachment* potrebbe essere infatti dietro l'angolo, ed i processi per i suoi reati fiscali ed ora anche sovversivi, da qui in avanti potrebbero segnare la sua vita fino alla fine dei suoi giorni.

(*) L'impeachment è un procedimento previsto dalla costituzione americana, volto a destituire un presidente per varie gravi motivazioni: negligenza nel lavoro, gravi reati, pericolo per la nazione, etc...

mercoledì 6 gennaio 2021

IO MATTEO, PROFESSIONE: DISTRUTTORE DI GOVERNI

 

Matteo Renzi, senatore della Repubblica Italiana (Ansa)

Abbiamo ormai imparato a conoscerlo in questi anni. Il "giovane" Matteo Renzi è nuovamente tornato alla ribalta con la sua specialità: far cadere i governi.
Che siano suoi o di altri poco importa, ormai la sua professione principale è diventata una sola, mandare a casa il Presidente del Consiglio e relativa legislatura.

Agli albori, in molti credettero nel così chiamato "rottamatore". Colui che avrebbe dovuto spazzar via dalla politica le vecchie volpi, e lasciar spazio a giovani menti riformatrici e ad una politica nuova e fresca.
Ma, come accade spesso nella politica italiana, ogni speranza è destinata ad infrangersi contro false promesse, supercazzole e roboanti prospettive. Il tutto attraverso una dialettica sagace e persuasiva, capace di ammaliare milioni di italiani, anche quelli più svegli e ferrati in materia. Ci siamo cascati in molti, inutile negarlo. Eppure oggi, Matteo Renzi, colui che avrebbe dovuto trascinarci verso una nuova era politica, si è trasformato nella marionetta di se stesso.

Un essere ormai accecato dal proprio ego e dalla sua mitomania, convinta di poter decidere le sorti di un intero paese, anche mentre fuori dalle mura del parlamento, imperversa una pandemia mondiale che sta mietendo vittime, tristezza e sta portando verso la disperazione milioni di persone in tutto il pianeta. Ma lui prosegue imperterrito e senza remore verso la disfatta dell'esecutivo. Per quale fine? per quale scopo?

Difficile dirlo, politicamente è un personaggio ormai già logoro e che può vantare un consenso marginale, ma purtroppo ancora oggi decisivo per indirizzare nel bene o nel male le sorti di un intero governo. Una nuova legislatura lo riporterebbe in parlamento? non certo da solo. Il 3-5-7% (ad essere ottimisti) non garantirebbero lui nulla di più di quello che ha oggi, anzi avrebbe solo da perderci. 
E allora cosa? un reale interesse del paese? No, ci siamo già cascati a questo tranello. Ciò che resta è un'alleanza con le destre, quelle stesse destre che egli ebbe il coraggio di combattere anni fa (almeno apparentemente), ed a cui oggi fa invece da maggiordomo con sul palmo non un piatto d'argento, ma di platino! Un assist perfetto per riportarli al potere, probabilmente con lui al fianco. Unico baluardo credibile della sua perversa mitomania che sta portando il governo Conte verso un inevitabile capolinea.

Io Matteo, professione: distruttore di governi.

martedì 31 marzo 2020

IL PARADOSSO DELLA LIBERTÀ


Come vi avevo già accennato nel mio articolo di scongelamento del blog, in queste settimane di "lockdown" stiamo assistendo ad un qualcosa che la maggior parte di noi non hanno mai vissuto, la privazione della libertà.

Un evento sicuramente nuovo per molti, per taluni traumatico per altri meno, tuttavia di certo un'assoluta novità. Voglio fare con voi però una riflessione, una sorta di paradosso a cui alcuni di noi hanno sicuramente riflettuto in queste settimane:

Fino a prima di questo sconvolgente evento molti di noi restavano spesso a casa nel tempo libero e/o nei weekend, o quando gli amici ci invitavano a mangiare fuori o a vedere un film al cinema insieme, filosoficamente parlando compivamo una scelta consapevole, applicavamo un concetto di libertà del tutto personale, la libera scelta di non uscire, di restare in casa; eppure oggi in quel restare a casa ci sentiamo legati, ammanettati, privati di quel libero arbitrio che abbiamo sempre considerato quella che il filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz avrebbe classificato tra le "Verità di ragione", ovvero quei principi fondamentali ed inalienabili tipici dell'universo e che non possono essere contraddetti in alcun modo, principio che oggi vediamo invece messo in stand-by da una "Verità di fatto"(sempre facendo riferimento alla filosofia Leibziana), la quarantena, e che per paradosso appunto ci fa soffrire, quando prima invece ci rendeva sereni.

Dov'è la differenza quindi? E' proprio nella libertà di scelta che oggi ci è impedita per ovvie necessità di contenimento del virus, eppure a casa si stava prima ed a casa si sta oggi, ma con la differenza che prima era una scelta libera, oggi è imposta, ed è qui che meccanicamente il nostro cervello ci porta a soffrirne, in quella privazione del libero arbitrio e di un principio che abbiamo sempre considerato scontato, la LIBERTÀ, e che riscopriremo nelle prossime settimane con occhi totalmente diversi.

lunedì 30 marzo 2020

CE LA FACCIAMO A RESTARE UNITI?

Luca Bizzarri(a sinistra), Gianni Morandi (al centro) e Paolo Kessisoglu(a destra)

Ve lo ricordate Gianni Morandi al Festival di Sanremo di qualche anno fa? aveva un motto, "Stiamo uniti!", e bene, penso che mai come ora questo mantra deve caratterizzare le nostre vite in questi giorni strani, diversi e particolari per tutti; che sia in famiglia, con gli amici, per il proprio paese o quel che sia.

Sui social (in modo particolare Twitter) ogni giorno leggo fiumi di polemiche, critiche, attacchi più o meno frontali e campagne politiche contro l'uno o contro l'altro volte a disunire un popolo
 che in questo momento, a mio modesto avviso, ha bisogno dell'esatto contrario.

Provate a pensare a voi al posto di chi in queste ultime settimane ha dovuto decidere cosa fare, quando, come e perché per contrastare un nemico nuovo, invisibile, infimo. Prendere decisioni drastiche, dovendo ascoltare ventimila campane tra maggioranza, opposizione, unione europea che dice prima si, poi no, ed infine forse..., pensate che le vostre critiche e polemiche siano davvero utili? e pensate davvero che i politici che anche in questo momento di estrema criticità promettono questo e quell'altro sarebbero stati in gradi di fare meglio? lo pensate davvero?

E' un momento difficile per tutti, forse sopratutto per chi deve decidere della vita altrui determinando il futuro di ogni individuo, nel bene e nel male, sperando che le decisioni prese migliorino la situazione.

Ce la facciamo a provare a stare un po' più uniti? non dico tanto, ma un po' di più? proviamoci dai.

domenica 29 marzo 2020

L'UNIONE EUROPEA SI SVEGLI, O FINIRÀ!

Ursula Von der Leyen, Presidente della commissione europea

In questi giorni di piena emergenza per via della pandemia di Coronavirus si sta scrivendo la storia, anche in chiave Unione Europea, che ce ne si renda conto o meno il futuro dell'Europa per come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi si gioca in queste settimane e nei prossimi mesi.
Belle parole, sostegno morale e chiacchiere fanno piacere, ma servono azioni concrete, soldi, materiale sanitario ed UN PIANO ECONOMICO PER SOSTENERE QUEL CHE SARÀ. In piccola parte ciò è avvenuto attraverso il momentaneo stop del "Patto di stabilità" che bloccava la possibilità dei singoli paesi di poter spendere oltre una percentuale prestabilita rispetto al proprio debito pubblico, e paesi come Germania, Francia ed Austria hanno sostenuto in parte la fornitura di materiale sanitario necessario al nostro paese, altri no (vedi Repubblica Ceca che ha intascato 1 milione di mascherine destinate al nostro paese), i tedeschi stanno addirittura ospitando alcuni dei nostri malati nei loro ospedali, e ciò è sicuramente encomiabile.
 
Tuttavia i problemi stanno sorgendo sulla visione a lungo termine e cioè sul come fronteggiare nei prossimi mesi la crisi economica che si sta generando, ed è qui che l'Europa si mostra disunita, frantumata, disinteressata ai problemi dell'altro e scollegata dalla realtà, paesi come Austria, Germania e Paesi Bassi si dicono assolutamente contrari ad una condivisione collettiva del debito dei vari paesi in modo che chi è più ricco sostiene chi è più povero, in poche parole CONDIVISIONE.

Ciò che mi chiedo a questo punto è: A COSA SERVE L'EUROPA se non a condividere e sostenersi a vicenda? specialmente in un momento d'emergenza storica come questa? Se ognuno continua a pensare al proprio orticello l'Europa non andrà molto lontano e si sfalderà pezzo dopo pezzo, e le conseguenze potrebbero essere molto più gravi di quel che pensiamo, divisi non si va lontano, ma di fatto non lo siamo già?

sabato 28 marzo 2020

BLOG SCONGELATO


E bene si, ho deciso di scongelare il mio vecchio blog in cui non scrivevo più da parecchio tempo.
Chi mi ha seguito in passato sa che mi occupavo in modo particolare di politica, con qualche punta di sport ed attualità di tanto in tanto, beh voglio tornare a fare lo stesso, ma con una lettura meno giornalistica e più personale, della serie "io vi dico la mia, voi fatemi sapere che ne pensate".

E' chiaro che stiamo vivendo settimane particolari che stanno scrivendo la storia del nostro pianeta, apparentemente in negativo (malati, morti, quarantena), tuttavia vi sono anche dei risvolti positivi che voglio andarvi ad elencare, prendendo il tutto con le pinze ovviamente e considerando che i fattori negativi hanno l'assoluta priorità:

1- INQUINAMENTO

Questo periodo di quarantena, che va da una settimana a qualche mese che quasi tutti i paesi del mondo hanno approvato per scongiurare la diffusione del Coronavirus, ha portato ad una drastica riduzione dei livelli d'inquinamento nel pianeta, con conseguenti benefici sul buco dell'ozono e sui futuri cambiamenti climatici che ne derivano.
Certamente non basterà qualche settimana ed è purtroppo solo una misura accidentale, quando tutto questo sarà finito ricominceremo ad inquinare più di prima buttando tutto alle ortiche.

2- COESIONE SOCIALE

Molti di noi stanno imparando di quanto sia importante l'altro, che siano i propri familiari, gli amici, i parenti o persone sconosciute, anzi forse stiamo imparando (nel bene e nel male) a conoscere meglio chi ci circonda.
L'uomo non può vivere imprescindibilmente da solo, e questo periodo storico ce lo sta sbattendo in faccia a tutti quanti.

3- UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO

In parecchi dopo questo evento storico guarderanno il proprio mondo con occhi diversi, anche nelle piccole realtà di provincia di ogni giorno.
Quando prima nei weekend si restava a casa ora non si vedrà l'ora di uscire; quando prima la LIBERTÀ era un qualcosa di scontato, ora sarà una conquista giornaliera.

4- UNA NUOVA POLITICA?

Il punto interrogativo è voluto, perché sinceramente non sono così sicuro che questo cambierà, tuttavia dovrà farlo inevitabilmente se si vuole continuare con un mondo democratico e socialmente coeso.
Patto di stabilità, austerity, debito pubblico, dovranno essere tutte fattispecie che andranno radicalmente riconsiderate in luce del cambiamento globale al quale siamo infausti protagonisti.

Cari lettori, stiamo vivendo un periodo storico epocale, tipo l'epidemia di peste del '600 o il tempo delle grandi delle guerre mondiali, o ancora per tornar parecchio indietro la caduta del meteorite sulla terra nel giurassico; siamo davvero protagonisti di un evento che scriverà la storia del nostro pianeta, ed al quale speriamo tutti di poterlo raccontare domani, magari da persone migliori (magari...).

sabato 25 maggio 2019

[POLITICA] CHI VOTARE ALLE ELEZIONI EUROPEE?

elezioni europee
Fac simile della scheda elettorale
(Immagini:Avellino Today)

Dopo il mio articolo relativo al perché si vota e del perché è importante votare (articolo che potete rileggere cliccando QUI), oggi, ad un giorno dall'apertura delle urne voglio parlarvi dei principali partiti presenti a questa tornata elettorale, in modo, che per i più indecisi si possa far maggior chiarezza relativamente ai programmi, alle idee e alle proposte che ogni partito candidato s'impegna a portare avanti nel prossimo Parlamento Europeo.

Andiamo quindi ad analizzare molto brevemente il tutto, partito per partito:

PARTITO ANIMALISTA: Forse per la prima volta un partito 100% animalista si presenta ad una tornata elettorale, come dice il nome stesso è un partito costruito appositamente ed unicamente per difendere i diritti degli animali, attraverso la loro tutela, i principali obbiettivi sono la chiusura degli allevamenti intensivi, la salvaguardia della fauna nel loro ambiente naturale e leggi a tutela degli animali;

EUROPA VERDE: Si possono definire come gli ex "Verdi", partito che in Italia non ha mai sfondato come avrebbe dovuto, vanno invece forte in paesi come l'Olanda ed il Nord Europa in generale, si definiscono un partito volto all'ecologismo e alla salvaguardia dell'ambiente;

PARTITO DEMOCRATICO: Beh, sul Partito Democratico non c'è molto da dire, e la nuova direzione targata Zingaretti è ancora di difficile inquadratura, è un partito piuttosto eterogeneo che racchiude dentro se molteplici visioni che spesso e volentieri si scontrano, anche aspramente, riuscirà Zingaretti a riunirle e farle convergere verso un idea di centrosinistra unito e solidale?Per il momento si deve andare un pò sulla fiducia per appoggiarli.

FORZA ITALIA: Silvio Berlusconi non molla la presa, e non credo ci sia davvero bisogno di aggiungere molto altro sul partito proprietà privata del cavaliere, abbiamo avuto venti e più di anni di tempo per imparare a conoscerlo a pieno.

+ EUROPA: Un partito che sinceramente non ho ancora capito se si colloca più a destra o più a sinistra, forse per questo è il caso di ubicarlo al centro, ma con tendenze a sinistra, viste le loro posizioni in tema d'immigrazione e di diritti, a favore dell'integrazione e dell'uguaglianza.

FORZA NUOVA E CASAPOUND: Due partiti diversi sulla carta, uguali negli ideali, sulle ceneri del partito fascista nascono queste due forze politiche che si rifanno a quel "Fascismo sociale" tanto caro ai nostalgici del ventennio, in pratica la loro intenzione è di riprendere "le cose buone" fatte durante il periodo fascista, tralasciando quelle meno buone, l'unico problema è che raramente ci riescono a non ricascare in quei comportamenti violenti e suprematisti tipici di quegli anni.

LEGA - SALVINI PREMIER: E' senz'altro il partito più in auge al momento, e, sondaggi alla mano dovrebbe arrivare primo a questa tornata elettorale europea, cosa propongono? una politica immigratoria severa e in soldoni un ritorno al passato attraverso un ritorno al nazionalismo ed una disgregazione progressiva dell'unione europea, anti abortisti, anti parità dei sessi, per la famiglia tradizionale e per una politica economica volta a l'oggi e non al domani.

LA SINISTRA: Un partito che abbraccia diverse tematiche, dal femminismo all'ecologismo, dalla parità dei sessi ai diritti lgbt, dall'equità sociale ad un Europa riformata, lontana dalla politica bancaria e di pochi, per un'Europa dei popoli (ma uniti tutti insieme).

MOVIMENTO CINQUE STELLE: Alla pari del Partito Democratico, è ancor più difficile collocare il movimento grillino, ideali di destra, sinistra, centro?difficile dirlo, ogni giorno è un giorno nuovo per loro, di certo hanno dimostrato che sono per l'immobilismo più totale (niente grandi opere, niente grandi progetti, niente grosse riforme), possiamo quindi classificarli come un partito conservatore?forse si, almeno fino ad oggi, in comune con la Lega c'è una politica volta all'oggi piuttosto che al domani, volto più all'assistenzialismo e meno alla progettualità sul lungo termine.

FRATELLI D'ITALIA: Il partito della Meloni si colloca nell'estrema destra, un pò più della Lega ed un filino meno di Forza Nuova e Casapound, partito anti immigrazione, contrario all'aborto, per la totale abrogazione dei diritti lgbt, per la famiglia tradizionale e la supremazia dell'uomo sulla donna.


Vi sono poi altri partiti, che però non dovrebbero superare o comunque lottare per superare la soglia di sbarramento del 4%, come il Partito Comunista, il Partito Pirata, il Popolo della Famiglia, etc..., in genere collocati nelle estremità dei due poli (destra e sinistra).

Spero con questo breve articolo di aver chiarito qualche vostro dubbio, e che domani andrete a votare un pò più consapevolmente.

Se non sapete come votare, v'invito a rileggere ancora una volta la mia guida al voto redatta ieri, in cui potete trovare le istruzioni su come votare, non che l'elenco dei candidati per ogni partito (CLICCA QUI PER LEGGERLA).

V'invito a commentare questo post per dire la vostra, porre domande o semplicemente commentare, potete farlo anche attraverso la mia pagina Facebook.

venerdì 24 maggio 2019

[POLITICA] BREVE GUIDA ALLE ELEZIONI EUROPEE

elezioni europee
Elezioni Europee 2019
(Immagini: Termometropolitico)
Torno a scrivere sul blog dopo lungo tempo, e lo faccio per un buon motivo, le ELEZIONI EUROPEE 2019, ho notato in queste settimane un silenzio piuttosto assordante in merito, non che una disinformazione da parte dei cittadini in tal senso, pertanto con questo articolo vorrei spiegare in modo semplice ed intuitivo come funzionano, perchè andare a votare e quali partiti e candidati sono presenti a questa tornata elettorale.

COME FUNZIONANO LE ELEZIONI EUROPEE?

Beh in realtà è molto semplice, ogni paese membro esprime un determinato numero di parlamentari in base alla popolazione (l'Italia ne elegge 73 ad esempio), per un totale di 750 parlamentari più il Presidente, ogni partito all'interno della propria nazione aderisce ad un determinato gruppo parlamentare europeo (i più noti sono il PPE, Partito Popolare Europeo, prevalentemente formato dai partiti di centrodestra, il PSE, Partito Socialista Europeo, in genere rimpolpato dai partiti di centrosinistra), l'ALDE (Il gruppo dei liberal-democratici) e l'ECR (Gli euroscettici per intenderci), che sono, fino ad oggi i gruppi più numerosi, poi ve ne sono molti altri.

PERCHE' ANDARE A VOTARE?

Mai come stavolta le ELEZIONI EUROPEE sono importanti per il futuro dell'intero continente europeo, con l'avanzata del sovranismo e del nazionalismo infatti il sistema europeo è messo a serio rischio, e per sistema europeo s'intende la stabilità, la pace e tutto ciò che è stato costruito dal secondo dopoguerra in poi, l'Europa va cambiata?certamente, l'Europa delle banche, dell'economia imposta e dell'austerità va rivista? assolutamente! Ma non è certo distruggendola che si arriverà a questo obiettivo.

L'Europa è la nostra casa e deve rimanerlo sempre, da che mondo e mondo rinchiudersi nel proprio orticello non ha mai portato frutti a nessuno, pensate davvero che se paesi come la Francia, l'Italia, l'Austria, l'Ungheria e così molti altri pensassero unicamente a se stessi il sistema Europa possa reggere e tener botta a potenze economiche come Stati Uniti e Cina, pensate davvero che attraverso sovranismo e nazionalismo si possa competere nel sistema economico attuale?pensate davvero che abbandonando l'Europa e l'Euro si possa tornare ad un'economia florida? se la risposta è si allora sapete già chi votare immagino, ma attenzione, questo non vuol dire che è sbagliato votare gli euro scettici, ma va fatto con consapevolezza ed accettandone poi eventualmente le conseguenze di tale scelta, vogliamo davvero distruggere tutto o contribuire a ricostruire in modo differente? vogliamo davvero provare a costruire un'Europa uguale per tutti, federale, con leggi, tasse, diritti e doveri uguali per tutti? e allora rimbocchiamoci le mani, e votiamo consapevolmente!

Inevitabilmente l'esito di queste elezioni europee avrà ripercussioni anche sul piano nazionale, e lo starete notando dalle continue discussioni tra i vari partiti, tanto all'interno della maggioranza quanto da parte dell'opposizione, per cui quando voterete pensate anche in tal senso, perchè si, il voto è in grado davvero di spostare un paese o un intero continente verso una direzione piuttosto che un'altra, e la responsabilità è anche nostra.

CHI SONO I CANDIDATI IN ITALIA?

Ecco di seguito i partiti candidati in Italia nelle circoscrizioni Nord-est, Nord-ovest, Centro, Sud e Isole:

  • EUROPA VERDE
  • LEGA
  • FRATELLI D'ITALIA
  • PARTITO PIRATA
  • POPOLO DELLA FAMIGLIA
  • PARTITO ANIMALISTA
  • PARTITO DEMOCRATICO
  • LA SINISTRA
  • + EUROPA
  • MOVIMENTO CINQUE STELLE
  • FORZA ITALIA
  • FORZA NUOVA
  • CASAPOUND ITALIA
  • PARTITO COMUNISTA
  • POPOLARI PER L'ITALIA
ATTENZIONE!

Non tutti i partiti sono candidati in tutte le circoscrizioni, per cui controlla all'interno del seggio o sulla scheda elettorale quali partiti sono presenti nella tua circoscrizione.

Ogni partito ha un numero di candidati, l'elettore può votare nel seguente modo:

- Barrando unicamente il simbolo del partito scelto;

- Barrando il simbolo del partito scelto e scrivendo il nome e cognome o solo il cognome di uno, due o tre candidati per quel partito nella propria circoscrizione.

ATTENZIONE!

Se si sceglie più di un nome almeno uno dei due o tre candidati deve essere di sesso opposto (per intenderci non potete scegliere tre donne o tre uomini), pena l'annullamento della seconda/terza preferenza.

QUI POTETE TROVARE L'ELENCO DEI VARI 

E QUI UNA GUIDA RIASSUNTIVA SULLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE: https://www.elezioni-europee.eu/come-si-vota/italia

Vota consapevole, vota informato!

BENVENUTI SUL MIO NUOVO BLOG

Ed eccomi qui, come promesso, sul mio nuovo blog, blog che come vedete ha semplicemente il mio nome, vi starete chiedendo il perchè, gius...